13 Settembre 2026

Carbo Vegetabilis

Si brucia una bella betulla, e del carbone, che ne è il cadavere, si fa un rimedio per coloro la cui vita è ‘bruciata’. Viene chiamato il ‘risuscita morti’.
I soggetti Carbo vegetabilis soffrono di perdita di tono delle arterie e delle vene con conseguente stasi, carenza di ossigeno, eccesso di anidride carbonica nel sangue e nei tessuti.
Ne risulta cianosi, alle labbra e alle dita; facile rossore, specie dopo vino o cibi piccanti, minore resistenza alle infezioni, ulcerazioni senza tendenza alla guarigione.
Le vene sono bluastre e c’è marcata tendenza agli svenimenti o ai collassi con volto ippocratico (volto da morto): labbra livide, sudore gelido, polso intermittente, filiforme, con tuttavia un bisogno tale di aria, fame d’aria, da richiedere le finestre aperte o il ventilatore.
All’astenia fisica corrisponde pari astenia mentale ed emotiva. Soggetti torpidi, pigri, indifferenti senza interessi, però irritabili, ora lieti poi subito cupi. L’ideazione è lenta la memoria tanto povera da dimenticare immediatamente le cose con incapacità a parlare tra la gente.
Il soggetto Carbo vegetabilis e così triste da non desiderare di vivere. E’ carbonizzato, come il Carbo vegetabilis.
C’è timore del buio e una franca paura dei fantasmi: sintomo questo forse più tipico nella lontana Scozia che non qui.
Il paziente Carbo vegetabilis è freddo gelato dappertutto, proprio per difetto di circolazione di sangue per giunta povero di ossigeno perciò non sopporta il freddo, ma anche il caldo lo fa soffrire, in quanto richiede maggior quantità di ossigeno, e così l’umido (il carbone assorbe l’umidità).
La testa soffre appena si fa qualche stravizio: giramenti, testa pesante (‘Non posso alzarla dal cuscino’), cerchio intorno alla testa.
La cefalea è aggravata anche dal peso del cappello e muovendo la testa.
Il cuoio capelluto è dolente e prude, i capelli cadono facilmente. Vi può essere alopecia. Gli occhi sono spenti e il paziente può vedere delle macchie nere Otiti croniche, specie dopo esaurimenti o malaria.
Epistassi quasi quotidiane di sangue nero che non coagula (come tutte le emorragie di Carbo vegetabilis), scatenate dal fatto di soffiare il naso o spingendo mentre si va di corpo.
Reticoli di piccole vene sull’ala del naso.
Nei polmoni catarro che non può essere sputato specie nei vecchi asmatici che vogliono le finestre aperte e hanno le labbra cianotiche. Gli asma sono peggiorati con il caldo umido e di notte.
I denti possono cariarsi rapidamente, le gengive sanguinare (sangue scuro), essere gonfie, staccarsi dai denti tutti segni di degenerazione tissutale.
La digestione è lenta. I cibi non sono digeriti ma putrefanno.
La mattina si ha nausea, rinvii acidi, bruciori, rutti, flatulenze con peti puzzolenti. I gas possono incarcerarsi nell’intestino con gonfiori importanti accompagnati da dolori crampoidi. Malgrado ciò il paziente ama cibi ricchi, caffè, sale, dolci, e disdegna cibi digeribili. Questi gonfiori producono anche palpitazioni.
Collassi con alito freddo, ginocchia fredde e fame d’aria.
Vene varicose e ulcere varicose, brucianti o indolenti, che secernono putredine.
Mestruazioni troppo frequenti e puzzolenti che durano a lungo.
Gli arti sono senza energia, sembra si ‘addormentino’ e sono freddi. Tutti sintomi di scarsa circolazione di sangue ben ossigenato.
Sulla pelle, oltre alle ulcere, trofiche o senili, possono esservi ecchimosi spontanee ed intertrigine, che è l’irritazione delle pieghe cutanee con secrezione puzzolente.
Carbo Vegetabilis è  un buon rimedio per persone gravemente ammalate e in pericolo, per esempio tifo, difterite, polmonite doppia. eccetera.
Carbo vegetabilis è molto utile alle persone di bassa vitalità, che non sono mai completamente guarite dopo traumi, stress, malattie: “Dopo quella volta sono stato più bene!”

tratti dal libro “Manuale pratico di Omeopatia” di Ruggero Dujany edito da Red/Studio redazionale

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