29 Novembre 2020

Coccolus

Coccolus è una sostanza vegetale che colpisce il sistema nervoso: la picrotossina contenuta in bacche che crescono nelle indie, Buttando le bacche nei luoghi pescosi i pesci vengono istupiditi e facilmente presi con le mani.
Il paziente pure è come istupidito, parla con difficoltà e con pronuncia difettosa e risponde tardivamente, non trova la parola giusta.
I movimenti sono vischiosi, lenti e sono compiuti con evidente sforzo di volontà e di applicazione.
Gli arti sono rigidi o anche paralizzati, la comprensione lenta e la mente intorpidita, proprio come i pesci del Malabar.
Questi sintomi possono manifestarsi per non aver dormito abbastanza, per grande dolore o dispiacere.
Il carattere di Coccolus sano è pure notevole: è un peperino facilmente incollerito, ipersensibile alla contraddizione, guai a dirgli una parola un po’ forte. Pero è molto portato a preoccuparsi per gli altri trascurando se stesso: si dice infatti che Coccolus sia il farmaco delle persone che fanno la notte per assistere i malati.
Sete notevole, per birra soprattutto. Il cibo invece può ripugnare a tal misura da provocare conati di vomito al solo pensiero.
Il vomito è facilissimo e le cabine delle navi e delle barche sono piene di Coccolus in agonia che ri-rivomitano appena tentano di sedersi; volonterosamente vomitano anche in automobile o sul treno, poiché si aggravano al movimento passivo, alle scosse, all’aria aperta (miglioramento all’aria aperta: Tabacum), parlando. mangiando, bevendo.
L’unico miglioramento è coricarsi e tentare di dormire in grande prostrazione e senso di svuotamento, con nausea e grande vertigine: «Non riesco a tenere la testa su (ciondola la testa, è come vuota, come un asse sulla fronte, gli occhi come se li tirassero fuori, vedo le macchie davanti agli occhi, mi suonano le orecchie, sono come tappate, che puzza che c’e qui!» (ogni frase è un sintomo).
Dolore ai denti avvertito solo quando mangia.
Nausea pensando, odorando o vedendo cibi, con salivazione copiosa (non confondere con Ipeca).
Dolore al fegato tossendo o chinandosi.
Pesantezza, rigidità, debolezza dei muscoli con tremore. Le ginocchia scricchiolano e rumoreggiano camminando e non sopportano il peso della persona che brancola qua e là.
Prurito forte generalizzato quando ci si sveste e/o al caldo del letto.

tratti dal libro “Manuale pratico di Omeopatia” di Ruggero Dujany edito da Red/Studio redazionale

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