18 Agosto 2019

Gastrite cronica – Helicobacter pylori

La gastrite cronica è  un’infiammazione dello stomaco che si protrae nel tempo, con periodi in cui i sintomi si fanno sentire di più e periodi di relativo o completo benessere. Ricordiamo che nei paesi occidentali, la percentuale di individui affetti da gastrite cronica in età avanzata è superiore al 50%… Le principali cause della gastrite cronica sono:
• infezione cronica da Helicobacter pylori (favorita anche dallo stress);
• malattie autoimmuni, in associazione con anemia perniciosa;
• sostanze tossiche (alcol e fumo);
• postumi di interventi chirurgici, con reflusso di secrezioni biliari e duodenali;
• malattie della motilità e meccaniche, comprese occlusioni e atonia gastrica;
• altre cause: malattie granulomatose (per esempio, il morbo di Crohn), amiloidosi, uremia ecc.
Infezione da Helicobacter pylori
L’ Helicobacter pylori è un batterio spiraliforme che può colonizzare la mucosa gastrica, il rivestimento dello stomaco umano. L’infezione è spesso asintomatica, ma talvolta può provocare gastrite e ulcere a livello dello stomaco o del duodeno, il primo tratto dell’intestino. Per tutto il ventesimo secolo si è ritenuto che l’ulcera fosse provocata prevalentemente dallo stress o, talvolta, dall’assunzione di cibi acidi o molto piccanti, Il trattamento consisteva quindi nel ricovero in ospedale, in condizioni di assoluto riposo, nella prescrizione di una dieta “leggera” e nell’assunzione di farmaci in grado di alleviare i sintomi. E soltanto all’inizio degli anni Ottanta che prende forma un’ipotesi del tutto diversa, secondo cui l’origine dell’ulcera sarebbe prevalentemente infettiva, Nel 1982, i due medici australiani, Robin Warren e Barry Marshall, isolano per la prima volta un batterio, l’ Helicobacter pylori , che sembra essere il miglior candidato per spiegare lo sviluppo dell’ ulcera gastrica e duodenale. La comunità scientifica accoglie con freddezza questa scoperta e sarà soltanto nel 1994 che il National Institute of Health americano dichiarerà l’esistenza di una stretta associazione tra l’ulcera gastroduodenale e l’infezione da Helicobacter pylori . Nel 1996 la Food and Drug Administration approva negli Stati Uniti il primo trattamento antibiotico specifico. Nel 2005, Marshall e Warren ricevono il premio Nobel per la medicina proprio grazie alla scoperta dell’ Helicobacter pylori oggi si stima infatti che circa il 90% delle ulcere duodenali e l’80% di quelle gastriche siano di origine infettiva.
Modalità di trasmissione  
La modalità di trasmissione più probabile è quella orale, oppure la oro-fecale. Altre possibili vie di contagio sono il contatto con acque o con strumenti endoscopici contaminati, ma non esistono ancora dati definitivi al riguardo.
Un fattore di rischio  
A lungo termine, l’infezione da H. pylori è associata a un aumento di 2-6 volte del rischio di linfoma MALT e soprattutto di carcinoma gastrico, il secondo cancro più comune nel mondo, soprattutto in Paesi come la Cina o la Colombia, dove più di metà della popolazione infantile è infetta da H. pylori.
Diagnosi dell’ Helicobacter pylori 
Per diagnosticare l’infezione esistono diversi metodi, elencati qui di seguito.
• Ricerca degli antigeni dell’ Helicobacter pylori nelle feci: tali test, sviluppati negli ultimi anni e basati sulla ricerca di antigeni (cioé componenti dell’ Helicobacter pylori grado di indurre una risposta immunitaria) specifici nelle feci, sono semplici e non invasivi, e trovano una crescente diffusione nella valutazione del risultato del trattamento eradicante.
• Ricerca di anticorpi specifici: gli anticorpi, prodotti dai leucociti (o globuli bianchi, cellule del sistema immunitario deputate alla difesa), sono molecole che interagiscono con l’antigene che ne ha indotto la sintesi o con antigeni strettamente correlati. La presenza di anticorpi può indicare un’infezione in atto o un’infezione ormai superata.
• I test sierologici (effettuati mediante l’impiego del sangue): quelli maggiormente utilizzati nel caso dell’infezione da Helicobacter pylori , permettono di rilevare tipo e livello di anticorpi diretti contro antigeni batterici. La ricerca utilizzata di routine è quella degli anticorpi di classe lgG. Questo tipo di test è relativamente economico e semplice nell’impiego, ma presenta il limite costituito dal fatto che la caduta del “tasso anticorpale”, dopo la terapia, è molto lenta: ciò impedisce una valutazione rapida del risultato del trattamento, L’indice di avvenuta eradicazione è rappresentato da un decremento del livello sierico degli anticorpi di almeno il 50%, dopo 6 mesi dal termine della cura.
• Test del respiro o breath test: dopo aver somministrato al paziente dell’urea marcata radioattivamente, si misura la quantità di anidride carbonica emessa con l’espirazione; questo gas costituisce infatti il prodotto metabolico del batterio in presenza di urea (sensibilità e specificità 94-98%).
• Endoscopia: durante l’esame vengono prelevati campioni (biopsie) della mucosa dello stomaco e del duodeno, analizzati poi al microscopio alla ricerca del batterio. Questo esame è considerato lo standard ottimale per la diagnosi dell’ulcera,
• Altri test: si basano sulla ricerca di lgG anti- Helicobacter pylori su trasudato gengivale e risultati promettenti derivano dagli studi che hanno ricercato tali anticorpi nelle urine; si tratta di dati che necessitano tuttavia di ulteriori conferme per comprenderne la reale accuratezza e utilità. Se é vero che tali metodiche sono semplici e perciò praticabili anche nello studio medico, la loro attuale indicazione é riservata a quelle condizioni ove sia impossibile ricorrere ad indagini dotate di maggior accuratezza diagnostica.
Il trattamento secondo la medicina allopatica 
Una volta accertata l’origine infettiva dell’ulcera, il trattamento consiste in una terapia a base di uno o due antibiotici, scelti tra amoxicillina, metronidazolo, tetraciclina (ma non in bambini sotto i 12 anni) o claritromicina, per 1-2 settimane. Per alleviare i sintomi, inoltre, vengono solitamente associati farmaci antiacidi, come gli “inibitori di pompa”.
Se viene condotta in modo regolare, la terapia risulta risolutiva nel 90% dei casi (per i trattamenti naturali, anche di sostegno alle cure farmacologiche.
La prevenzione 
Poiché si sa ancora molto poco sulle modalità di trasmissione dell’ Helicobacter pylori , anche le misure preventive disponibili sono scarse. In generale, si raccomanda comunque di lavarsi con cura le mani, di mangiare cibo adeguatamente cucinato e di bere acqua depurata.

Tratto dal libro “I rimedi naturali per lo stomaco” – Riza

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