21 Giugno 2024

Bodhidharma

Secondo la tradizione, Bodhidharma – originario di Conjeeveram, vicino a Madras, in India nel 520 si trasferì in Cina, a Kuang (Cariton), e qui fu accolto alla corte dell’imperatore; successivamente si sarebbe ritirato in un monastero a Luoyang, dove avrebbe trascorso nove anni in meditazione, fissando un muro.
Il suo ruolo nello sviluppo dello Zen resta incerto e molte fonti considerano lo Zen il risultato del sincretismo tra il buddismo mahayana e le dottrine taoiste cinesi.
La fama di Bodhidharma si diffuse talmente in Cina che, un giorno, l’imperatore Wu, attratto dall’insegnamento del buddismo, lo mandò a chiamare e gli domandò: “Ho fatto costruire templi, ho fatto tradurre le sacre scritture, ho sovvenzionato i monaci: quali meriti ho ottenuto?”.
“Nessun merito” gli rispose il Bodhidharma.
“Perché mai?” chiese seccato l’imperatore, che riteneva di aver assunto tutti i suoi doveri spirituali e essersi conquistato un buon posto in cielo o una favorevole rinascita.
“Perché in tutte queste opere non c’è nessun merito religioso”
“In che cosa consiste, allora, il merito religioso?”. “Nella comprensione della vera natura delle cose”
L’imperatore non capiva. “Qual e il principio di questa sacra dottrina?” domando ancora.
“Che non c’e nessun sacro principio”
Spaesato, Wu chiese: “Ma chi è che mi parla cosi?”
“Come posso dirlo, maestà?” rispose Bodhidharma.
Bodhidharma, attraverso questo dialogo, voleva significare che, se non si coglie l’intima essenza delle cose, ciò che consideriamo una “buona azione” potrebbe non esserlo nella sua essenza.
Anzi, il fatto di compiere una “buona azione” per avere una ricompensa, la trasforma in un’azione di mera opportunità. Ecco perché nello Zen si fa dipendere ogni autentico comportamento morale da un preventivo svuota- mento mentale e dall’abbandono dei pregiudizi su bene e male, giusto e ingiusto, sacro e profano ecc.
La verità e l’illuminazione arriveranno solo quando tralasceremo tutte queste coppie di concetti rigidamente contrapposte e saremo in grado di accostarci alla realtà con la mente sgombra da tutti i nostri pregiudizi.

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