
Quando l’ansia si impadronisce di noi, sembra che ci tolga le forze. Abbatte le nostre certezze, spazza via d’un colpo tutte le ragioni della mente, lasciandoci di fronte al vuoto di una parete bianca.
Eppure l’ansia è la voce più sincera della nostra energia vitale, che ci dice con semplicità che qualcosa non va bene per noi.
Da un lato, il disagio che proviamo ci comunica che siamo fuori rotta.
Dall’altro, ci dice che una parte nuova di noi sta cercando divenire alla luce. Avere paura dell’ansia significa quindi temere se stessi e ostacolare la nascita di un modo d’essere che, forse, appare insolito, ma che reclama di poter uscire.
Cercare di sfuggirla è quindi la strategia più sbagliata: bisogna uscire dalla psicologia “dell’evitamento”, ovvero dall’idea che per non rischiare di stare male un momento (e non è detto che accada!) finiamo per soffrire per tutta la vita.
Sì, perché finiamo per evitare gioie e sofferenze e, più il cerchio si restringe, più l’ansia aumenta, perché sempre maggiore si fa la distanza dal nostro nucleo interiore che, invece, vuole vivere!
L’ansia è dunque la misura della resistenza che opponiamo a noi stessi e alla vita.
Via libera all’ansia
Se lasciata libera di fluire, la forza costretta che affiora nell’ansia può invece diventare amica, indirizzandoci al cambiamento, alla trasformazione, alla realizzazione di ciò che siamo nel profondo.
Una forza primordiale e saggia che ci abita da sempre. Dobbiamo farne un’alleata per il benessere e, quindi, accettarla, lasciarci invadere da essa e osservare dove ci sta portando, da quali modelli di vita sta tentando di liberarci.
Trasformare l’ansia da disturmo in vita significa imparare la “disobbedienza” a quelle cattive credenze che ci hanno resi prigionieri della nostra mente.