13 Settembre 2026

Tuo figlio è iperattivo?

Tuo figlio è iperattivo?

iperattivo

Se la prima infanzia è da sempre sinonimo di vivacità e irrequietezza, i bimbi di oggi hanno vitalità, energie e un tipo di richieste superiori a quelli di un tempo.
Da un lato, lo testimoniano i sempre più diffusi disturbi ipercinetici e dell’attenzione, dall’altra, l’ansia crescente di molte mamme. Forse è un problema moderno: madri impegnate su più fronti, società più complessa, bimbi immersi in stimoli sempre maggiori. Folto sta che c’è un “cocktail relazionale” che innesca la miccia ansiosa:
• bimbo vivacissimo, che fa richieste continue, con un’intransigenza marcata e una frustrazione sempre pronta a manifestarsi in pianti prolungati:
• mamma sollecita ma un po’ insicura di sé e ipersensibile al minimo pianto del figlio;
• marito poco a casa per lavoro, madre e/o suocera giudicanti. È qui che la donna entra in crisi: il bimbo la mette alla prova proprio sul suo punto debole, cioè sulla capacità di dire “no” e di sostenere la frustrazione nel piccolo. È un bimbo che fa sentire la mamma inadeguata e la porta a nervosismi e a reazioni spropositate, che le innescano un immediato senso di colpa. Questa donna vive male: è in ansia quando è con il figlio, è tesa con altri in suo presenza, si sente in colpa quando lo affida a qualcuno, è in- clemente con se stessa, si giudica. Un circolo vizioso che va spezzato.
Il bimbo 
• Sente il nervosismo della madre e aumenta la sua irrequietezza.
• Mostra di preferire le altre figure di riferimento (baby sitter, nonni, maestra).
• L’assenza di un numero sufficiente di “no” e l’incertezza normativa
della madre lo fanno sentire insicuro e non contenuto.
La mamma 
• Tende a sviluppare disturbi ansioso-depressivi e sintomi psicosomatici.
• Vive ossessionata dal fatto che il rapporto con il figlio non è buono.
• Alimenta – se il marito non comprende il suo stato – tensioni di coppia per lo squilibrio di attenzioni ed energie.
Che cosa fare per il bimbo iperattivo
La mamma si chiede se il suo bambino sia realmente iperattivo, o solo vivace. Se si tratti di una malattia o solo della loro incapacità educativa. Prima di entrare nella spirale del senso di colpa, è meglio imparare il “mestiere di mamma”. Ecco che cosa fare.
• Chiedi alle altre mamme: sapere che ci sono realtà simili alla tua, vedere come le altre gestiscono le situazioni analoghe, scambiarsi opinioni e consigli può ridurre il senso di inadeguatezza e aiutarti a mettere a punto la tua strategia educativa.
• Legittima i tuoi ‘no”: se non tolleri la frustrazione di tuo figlio è un problema anche tuo, da risolvere. Ci sono tanti libri divulgativi di psicologia dello sviluppo. Leggili: capirai che la frustrazione è fondamentale per la sua crescita.
• Trova figure sostitutive: se ricorri a boby sitter, nonni o zia devono avere regole simili alle tue, una volta che tu hai aggiustato il tiro.
Il bambino deve sentire che il confine è lo stesso e che non si sposta con un’altra persona.
• Dagli spazi di libero sfogo: se tuo figlio è vivacissimo, dagli la possibilità di liberare tutta la sua energia con momenti di gioco in luoghi spaziosi. La sua sana stanchezza ti aiuterò a dargli lo stop in modo complice.

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