Le foglie inferiori sono brevemente picciolate, grandi e pennatofite, a lobi triangolari, dentati; i lobi e i denti finiscono in una spina. Le caulinari sono lunghe fino 10 cm, larghe la metà, sessili, un po’ scorrenti sul fusto, sinuato-dentate, spinose, leggermente coriacee, con nervature bianche anastomizzate. Le ultime in alto sono lunghe 3–5 cm, larghe 1–3 cm, e avvolgono del tutto un capolino solitario e puntiforme, lungo 3 cm, largo alla base un po’ meno di 2 cm. Il periclinio con numerose brattee, le esterne simili alle foglie caulinari ovali, lanceolate e verdi, le mediane larghe fino a mezzo centimetro e terminano in un’appendice spinosa, breve e semplice; le altre sono più strette ed hanno l’appendice spinosa lunga e pennata, rossiccia, diretta in fuori. Tutte sono glabre e verdi sulla faccia esterna, bianche lucenti sulla parte opposta, al posto della spina si trovano inseriti peli lunghissimi che avvolgono il capolino.
Cardo Santo
Cardo Santo
(Cnicus benedictus)
Il cardo santo è una pianta mediterranea che cresce bene nell’Italia Centro-Meridionale. Fiorisce d’estate e si raccoglie in quest’epoca, poco prima che i fiori schiudano.
Dopo la raccolta la pianta di cardo santo viene essiccata all’ombra e conservata all’uopo. La droga, di sapore amaro, contiene un principio attivo che favorisce la secrezione del succo gastrico e della bile.
Per queste proprietà è particolarmente indicata per coloro che soffrono di disturbi digestivi e digestione lenta. Il sapore amarognolo ne fanno un valido aperitivo contro l’inappetenza.
Allo scopo si prepara una tisana lasciando in infusione per 20 minuti un cucchiaio di droga in un quarto di acqua bollente: trascorso il periodo prescritto si filtra e se ne consuma una tazzina mezz’ora prima dei pasti. La stessa infusione presa dopo i pasti produce effetti digestivi.
Le proprietà tanniche ed astringenti del cardo santo lo rendono prezioso anche nella cura delle emorroidi e nella suturazione delle ferite.