17 Agosto 2019

Misura della captazione dello iodio

Misura della captazione dello iodio radioattivo e scintografia tiroidea

esamiclinici_08

In cosa consiste e perché viene richiesto l’esame della captazione dello iodio radioattivo e scintografia tiroidea?  
La tiroide utilizza iodio per sintetizzare l’ormone tiroideo. Se la produzione di ormone è aumentata, le richieste di iodio da parte della ghiandola aumentano. Lo iodio viene portato alla tiroide dal sangue.
Quando la produzione di ormone tiroideo è diminuita, le richieste di iodio da parte della ghiandola diminuiscono proporzionalmente e la captazione di iodio dal sangue è minore.
Misurando la radioattività emessa dalla ghiandola tiroide dopo la somministrazione di iodio radioattivo si può determinare la quantità di iodio che la tiroide ha captato.
Inoltre, esplorando la ghiandola con una particolare apparecchiatura che rileva la radioattività, si può ottenere una immagine della ghiandola (scintigrafia).
Le zone di tiroide che producono un maggior quantitativo di ormone appaiono scure, perché assorbono e usano più iodio (zone calde); le zone che producono un minor quantitativo di ormone appaiono molto chiare sull’immagine, perché assorbono meno iodio (zone fredde).
Tumori e cisti della tiroide generalmente producono poco o nulla ormone tiroideo e pertanto appaiono come aree chiare sullo scintigramma tiroideo.
Preparazione necessaria  
Nessuna.
Come viene eseguito l’esame?  
Dopo ingestione del radioisotopo, la captazione di iodio radioattivo da parte della ghiandola viene misurata dopo 2, 4, 6 e/o 24 ore dall’ingestione.
La scintigrafia tiroidea viene eseguita in tempi diversi a seconda del tipo di informazione che si desidera ottenere.
Dove e da chi viene eseguito l’esame? 
In un reparto radiologico, da parte di un tecnico.
Quanto tempo dura?  
Da quindici a trenta minuti per ogni determinazione.
Come ci si sente?  
Nessun disturbo.
Rischi connessi  
La dose di radioattività è minima; il materiale radioattivo viene poi escreto, con pochissimo rischio.
Tuttavia si tratta di un esame che non andrebbe fatto in gravidanza.
tratto dal libro “Gli Esami Clinici” di Mario Laffey Fox e Truman G. Schnabel – Ed. Euroclub

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