20 Febbraio 2020

Prendete cura degli occhi

Molte persone hanno bisogno degli occhiali per vedere meglio e per evitare l’affaticamento degli occhi.
Il fatto che una persona abbia una vista perfetta non significa affatto che i suoi occhi siano infaticabili; d’altra parte si possono incontrare persone che hanno una vista difettosa ma i cui occhi non si affaticano. Con gli opportuni occhiali queste persone possono rimanere sorprese del miglioramento delle loro capacità visive.
Se da qualche tempo vi capita di sentirvi gli occhi stanchi, l’unico modo per determinare la causa della stanchezza consiste nel ricorrere ad una visita oculistica. L’oculista vi consiglierà allora delle gocce di collirio che sono necessarie per i bambini, ma che spesso devono essere prescritte anche agli adulti. Il collirio non solo assicurerà l’accuratezza dell’esame della rifrazione, ma al momento della visita successiva permetterà un ottimo esame dell’occhio interno.
Il problema dello specialista sarebbe semplice se egli potesse basarsi solamente sui sintomi, che sono dei segnali importanti; ma molti sintomi sono comuni a più malattie.
L’affaticamento della vista si manifesta con un senso di stanchezza degli cechi, con mal di testa di vario tipo (talvolta interessante la fronte e la nuca contemporaneamente), con congestione ed irritazione delle palpebre, ecc. I sintomi di solito si fanno più intensi verso la fine della giornata.
Gli individui differiscono l’uno dall’altro. Taluni possono camminare molto più della maggioranza prima di stancarsi: la stessa cosa avviene per quanto riguarda l’uso degli occhi. Non è possibile stabilire una regola per indicare quanto tempo una persona può usare i suoi occhi in un lavoro che ne richiede un uso intenso, come ad esempio la lettura.
Quando l’uomo fu creato, non aveva bisogno di stare alzato fino a mezzanotte per contare gli incassi della giornata; sta a noi adattarci nella maniera più opportuna al cambiare dei tempi.
Non si deve abusare degli occhi anche se sono sani sotto ogni punto di vista. Se per esempio i l vostro lavoro consiste nel leggere attentamente per tutte le otto ore lavorative, dovreste far di tutto per riposare gli occhi nelle ore libere. Speciali occhiali da lavoro possono essere usati con buoni risultati i n casi particolari di persone che compiono un lavoro che richiede una concentrazione visiva continuata.
Tutti sappiamo come l’età abbia il suo peso nell’affaticamento della vista. I bambini hanno una grande capacità di accomodamento (di mettere cioè a fuoco gli oggetti vicini e lontani).
Questa capacità declina progressivamente con l’età, tanto che tra i quarantadue e i quarantacinque anni si incomincia ad avere una certa difficoltà nel mettere a fuoco quando si leggono pagine con caratteri piccoli.
Anche la capacità convergente (necessaria quando si osserva un oggetto molto vicino) si indebolisce. E questa è un’altra causa di affaticamento nelle persone anziane, anche se portano un buon paio di occhiali da lettura.
Varie volte si è parlato della giusta illuminazione, ma spesso non si fa nulla in questo senso. Nel leggere, tanto per cominciare, la sorgente luminosa deve trovarsi al di sopra e dietro la testa. Sebbene si ricorra spesso a degli esperti di illuminazione, non sempre è possibile eliminare un importante fattore negativo della illuminazione: il riverbero.
Per esempio, che cosa può fare un impiegato per evitare il brillante riflesso di un palazzo di fronte se è costretto a lavorare vicino una finestra? Una luce che penetra nell’occhio con una certa inclinazione per lunghi periodi è talvolta causa di affaticamento. Una semplice prova consiste nel porre uno specchio sulla scrivania dell’impiegato medesimo: esso rivelerà i raggi riflessi disturbatori.
Assistiamo ancora oggi alla controversia tra i difensori della illuminazione con tubi fluorescenti e gli avvocati di quella con lampade tradizionali: l’una e l’altra sono state dichiarate nocive. La differenza basilare sta nel tipo di spettro che forma la luce.
La luce bianca consiste in un insieme di tutti i colori dell’arcobaleno.
Le lampade emettono una percentuale di raggi rossi superiore a quella della luce del giorno, così che gli oggetti da esse illuminati appaiono con contorni più arrotondati e con sfumature più rossastre.
È per questa ragione che le donne, quando devono esaminare il colore di un abito, si appressano alla finestra o alla porta. I tubi fluorescenti presentano nel loro spettro molti raggi blu e verdi, e fanno apparire gli oggetti freddi e metallici; danno una luce più simile a quella diurna rispetto alle lampadine di tipo tradizionale, ma presentano anch’essi un ineguale miscuglio di raggi.
Ecco perché certe persone ricusano decisamente questa illuminazione. Tuttavia, altri la preferiscono proprio per la sua grande somiglianza con la luce del giorno.
Una luce eccessiva disturba la maggioranza delle persone, ma ciò non deve spingerci a usare sempre occhiali con lenti scure. Queste potranno essere utili in pieno sole, ma di solito non avranno alcuna funzione in casa o sul lavoro. Vari studi hanno mostrato che qualsiasi tipo di occhiali con lenti colorate riduce la visione notturna, con gravi conseguenze nella guida automobilistica.
Può darsi che ad un individuo la troppa luce dia noia per la presenza di una malattia dell’occhio; ma allora è un altro discorso.
Vi sono poi delle persone che passano molto tempo all’aperto, per esempio guidando una macchina. Esse trovano sollievo nell’uso degli occhiali da sole, con lenti che possono essere verdi, marroni o grigie, adattate alla capacità visiva di ciascuno.
Se una persona deve guardare a lungo verso il sole quand’esso è basso sull’orizzonte, può coprire una parte degli occhiali da sole con un pezzetto di plastica tagliata a misura e agganciata sulla montatura degli occhiali medesimi (vedere disegno). In questo modo sarà possibile evitare la luce abbagliante. La luce solare contiene raggi infrarossi e ultravioletti.
Tanto gli uni che gli altri possono essere nocivi; succede così che quando una persona cerca di osservare ad occhio nudo un’eclisse il suo occhio può rimanere danneggiato permanentemente.
Chissà quante volte avrete tentato di bruciare un foglio di carta, mettendo a fuoco su di esso la luce solare mediante una lente! Il punto luminoso da cui si sviluppa la fiamma non solo è estremamente brillante, perché in esso sono concentrati tutti i raggi luminosi, ma ha anche una temperatura elevatissima a causa dei raggi infrarossi.
Un processo identico avviene quando si guarda il sole: le lenti dei nostri occhi mettono il sole a fuoco sulla retina dando una immagine brillante e “calda”. Mi è capitato varie volte di trovare delle persone con una parte della retina bruciata per aver osservato un’eclisse o per essere rimasti a lungo esposti ad una luce intensa.
La stessa cosa succede quando una persona osserva una esplosione atomica. Durante alcune prove effettuate nel Nevada si scoprirono dei conigli che avevano guardato l’esplosione da circa 60 km. di distanza e che per questo presentavano delle lesioni della retina.
Un ufficiale volle osservare una di queste esplosioni a occhio nudo da una considerevole distanza, coprendo con una mano l’altro occhio. Ebbene, nella retina si produsse una bruciatura permanente che aveva la forma, capovolta, dell’esplosione; naturalmente da quell’occhio l’ufficiale non ci vide più.
I raggi ultravioletti sono conosciuti come causa della cecità da neve. Questo infortunio si verifica quando ci si espone eccessivamente ai raggi ultravioletti riflessi dalla neve. Fortunatamente questi raggi non penetrano in fondo all’occhio. La bruciatura superficiale dell’occhio e delle palpebre di solito non provoca danni duraturi. Gli stessi effetti si possono verificare se si guarda una luce ad arco o una lampada a luce solare.
Sebbene molta gente porti gli occhiali da sole per proteggersi dalla luce eccessiva, è strano costatare quanti pochi pensino a proteggersi gli occhi, a ricorrere a misure di sicurezza, quando lavorano i l metallo, il cemento o altre sostanze capaci di danneggiarli. Dei semplici occhiali di celluloide sono i l più elementare accorgimento per proteggere almeno dalle schegge o dalle scintille che giungono frontalmente all’occhio.
Perfino una piccolissima scalfittura del globo oculare può causare una infezione. C’è della gente che soffre di disturbi visivi permanenti per aver ritardato di farsi visitare da un oculista per una piccolissima ferita che poi ha lasciato una cicatrice considerevole.
Ogni corpo estraneo è potenzialmente pericoloso e dovrebbe essere fatto estrarre prontamente dal medico o da una infermiera. Se non è possibile avere subito un medico, seguite i seguenti accorgimenti. Dapprima, cercare di rimuovere il corpo estraneo (se questo non è penetrato nel globo oculare) lavando abbondantemente l’occhio.
Ciò può essere fatto facendo sdraiare la persona e lasciando penetrare nell’occhio, con un contagocce, ima soluzione al 2-4% di acido borico o di sale (1%).
Se il paziente è ben disposto e la persona che deve aiutarlo ha mano ferma e vista buona, può essere tentata un’altra via, se si dispone di luce sufficiente. Si deve cioè cercare di fare uscire il corpo estraneo con l’aiuto di uno stuzzicadenti in cima al quale sarà stato avvolto un po’ di cotone idrofilo. Intingendo il cotone in una soluzione acquosa come quella menzionata, se la persona riesce a tenere l’occhio aperto, in pochi secondi il bruscolo sarà estratto. Se il tentativo si prolunga troppo, sarà meglio ricorrere al medico. Ulteriori manipolazioni non farebbero che irritare l’occhio con la possibilità di produrre una ferita che potrebbe infettarsi.
Se si sospetta che il corpo estraneo si trovi sotto la palpebra, bisognerà accertarsene. Per la palpebra inferiore, sarà sufficiente allontanarla dall’occhio tirandola verso il basso con un dito; per quella superiore bisognerà arrovesciarla.
Per farlo occorre una certa pratica:
mettetevi davanti al paziente, ditegli di guardare verso il basso, verso i suoi piedi, e di chiudere l’occhio. Quindi, con il pollice e con l’indice della mano sinistra prendete la palpebra e sollevatela delicatamente, allontanandola nel contempo dall’occhio. Con la mano destra prendete lo stuzzicadenti col cotone e appoggiatelo sulla parte interna della palpebra, parallelo al bordo della palpebra; poi fate scorrere i l cotone verso il basso all’esterno tenendo sempre la palpebra con la mano sinistra.
Scoprirete che il corpo estraneo uscirà molto facilmente.
Quando incidentalmente una persona si brucia un occhio con una sostanza chimica, quest’ultima dovrà essere diluita tempestivamente. Siccome ogni istante che passa conta, per lavare l’occhio usate dell’acqua semplice o del latte. Se necessario, mettete la persona con l’occhio aperto sotto il rubinetto in modo che l’acqua lo liberi completamente della sostanza chimica. È comunque, questo, sempre un caso serio, per cui sarà bene chiamare subito i l medico.
Delle leggiere soluzioni acide (aceto diluito) per le bruciature da agenti alcalini, e delle leggiere soluzioni alcaline (bicarbonato di soda) per le bruciature da acidi sono talvolta indicate, ma la cosa più importante da fare, ripetiamolo, consiste nel diluire al massimo la sostanza che è penetrata nell’occhio. Il fattore tempo è assai importante.
Taluni medicinali per l’ occhio possono essere usati senza pericolo. Non è per esempio pericoloso usare una soluzione di acido borico per dei lavaggi; essa infatti non potrà mai essere troppo forte in quanto l’acido borico si scioglie nell’acqua finché in essa ve ne è al
massimo i l 4,25%. Per l’uso corrente, dovete semplicemente scaldare un po’ d’acqua (preferibilmente bollirla per sterilizzarla) e scioglierne in essa la massima quantità che potrà sciogliersi. Questa soluzione satura può essere tenuta in una bottiglia precedentemente sterilizzata (immersa per alcuni minuti in acqua bollente).
Molte persone preferiscono una soluzione più diluita.
Siccome l’acqua corrente potrebbe irritare i vari tessuti dell’occhio, è meglio non usarla per i lavaggi dell’occhio medesimo, salvo in casi di emergenza. Sarà da preferirsi una soluzione salina che si otterrà versando un cucchiaio di sale in un litro d’acqua.
Si tenga presente che l’acido borico ingerito in quantità rilevante è un veleno. Se ne conservate una certa quantità in una bottiglia, non dimenticate di incollarvi sopra una etichetta con la scritta: veleno.
Un altro rimedio comune con proprietà leggermente antisettiche è l’argirolo. Quando viene applicato all’occhio in soluzione al 10-25%, esso fa riunire le cellule del pus in un unico punto: questa peculiarità lo rende molto utile quando è in corso un’infezione dell’occhio.
Dopo avervi istillate alcune gocce, aspettare alcuni minuti, poi lavare l’occhio con una soluzione di acido borico o di sale. Per questo scopo potrete far piegare all’indietro la testa del paziente per poter vuotare nell’occhio i l contenuto di alcuni contagocce di soluzione.
Per molti decenni per l’igiene dell’occhio si è fatto un grande uso di ossido giallo di mercurio. Esso è un antisettico innocuo, impiegato nella preparazione dì vari medicinali oftalmici. Ricordate che questo prodotto non è soltanto antisettico, ma può essere pure irritante. Proprio per quest’ultima proprietà esso è talvolta utile nelle malattie croniche delle palpebre.
Infatti le infiammazioni croniche sono spesso caratterizzate da scarsa risposta alle cure, anche se queste sono degli specifici contro la causa che le ha fatte insorgere.
Pertanto una sostanza irritante può essere utile, se non determina una nuova malattia, perché stimola le difese – in certo senso – addormentate dell’organismo.
Come antisettico di uso corrente è comunque preferibile un altro prodotto.
Nelle farmacie è possibile acquistare una pomata al 5-10% di acido borico, di sicuro effetto. Essa potrà essere usata quando la pelle delle palpebre è arida, per esempio dopo essere stati a lungo esposti al sole o al vento. Se ne potrà mettere un po’ anche nell’interno della palpebra inferiore; in questo caso, dopo aver chiuso l’occhio, massaggiare leggermente col dito per spandere la pomata nell’occhio stesso. Siccome essa potrà offuscare un poco la vista, sarà meglio applicarla subito prima di andare a letto.
Oggigiorno è possibile procurarsi moltissimi rimedi per l’ occhio.
Quelli più semplici che abbiamo menzionati saranno sufficienti per i disturbi pili lievi che non richiedono l’intervento del medico. Siccome di solito il paziente diventa sensibile ai medicinali per gli occhi quando vengono usati per lunghi periodi, è buona regola consultare il medico piuttosto che continuare per delle settimane a curare gli occhi con mezzi propri.

Tratto dal libro “Igiene e Malattie degli Occhi” R.J Schillinger e P.Lodi Menestrina  – ed.ADV Firenze

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