22 Febbraio 2020

La cefalea e l’intestino

La cefalea

«Devo far approvare un mio progetto al capo e sono in ritardo.
orro lungo il corridoio dell’ufficio che si trasforma in un labirinto.
Sono angosciato, il tempo incalza e io non so più come uscirne» Paolo.
Rigidi come in una gabbia 
Un ambiente familiare si trasforma in un labirinto in cui ci perdiamo.
Per la quotidianità, scandita da una programmazione troppo rigida (il tempo come un inseguitore) e da un perfezionismo esagerato (il timore del giudizio del capo).
La gabbia in cui Paolo, da poco promosso a dirigente, è caduto si rifletterà in una dolorosa forma di cefalea, preannunciato dal sogno.
L’ intestino
«Sono in una fitta boscaglia, L’atmosfera è nebbiosa, pesante e livida.
È in corso una durissima battaglia: vedo morti e feriti dappertutto, e io stesso sto duellando, a colpi di spada, con il diavolo; è un essere nero, inquietante, dalla forza smisurata.
Sono al colmo della disperazione, perché so che, malgrado io metta in gioco tutte le mie energie, ben difficilmente riuscirò a spuntarla: il diavolo mi ucciderà.
Ma all’improvviso, colgo qualcosa di strano nell’espressione del diavolo, un qualcosa di ammiccante, di complice.
Mi accorgo che io stesso gli sto sorridendo, e lui, addirittura, mi sta facendo l’occhiolino in segno di intesa» Andrea
L’inferno contro la colite 
Questa lotta all’ultimo sangue con il diavolo mima la battaglia interiore di chi fa questo tipo di sogno, tra parti buone, “pulite” e accettate di sé, e quelle negate e quindi da eliminare in quanto “rifiuti”, magari tramite una scarica colitica.
Questo sogno annuncia ad Andrea l’approssimarsi della guarigione, stringere un patto con il diavolo, con le nostre parti nere, rende possibile “trattenerle” e non “espellerle”.

Tratto dal libro “Guida Pratica all’Interpretazione dei Sogni” – RIZA

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