13 Settembre 2026

Idrogalvanoterapia

Negli ultimi decenni si è inserito nell’idrotermoterapia l’uso della corrente galvanica detta idrogalvanoterapia .
E’ noto che se il corpo viene inondato da corrente continua dai 30 ai 40 Volt, ad un miliampere per cm2, il flusso di corrente non porta a contrazione muscolare.
Biologicamente si ha una reazione stimolante sulla funzione nervosa motoria, reazione antidolorifica sui nervi sensibili, reazione vasale causata da iperemia e influenzazione dell’ambiente jonico.
Per l’ Idrogalvanoterapia si usano in genere vasche di plastica con elettrodi di ampia dimensione, sia ai fianchi, sia al capo e ai piedi della vasca.
L’ idrogalvanoterapia permette una scelta direzionale delle linee di forza che attraversano il paziente.
La galvanizzazione ricopre una certa importanza per il suo uso nell’idroterapia. La corrente elettrica è il passaggio di elettroni attraverso un conduttore cioè un corpo che non si oppone al passaggio della corrente.
Dato che tutti i tessuti dell’organismo umano contengono soluzioni saline, sono dunque buoni conduttori, il corpo umano può essere inteso quale soluzione elettrolitica.
Per ottenere una distribuzione uniforme di vaste zone corporee o di tutto il corpo spesso si ricorre all’immersione di parte o di tutto il corpo in acqua.
Elettrodi fissi o spostabili danno la possibilità della scelta direzionale. In terapia per le applicazioni idroelettriche si usano i bagni di Schnee per il trattamento di uno a 4 arti; i bagni totali di Stanger danno la possibilità di galvanizzare il corpo nella direzione richiesta (vedi idroterapia).

Tratto da “Terapia Fisica” di Erick Fussanegger – Casa di Cura San Marco

Related posts