22 Settembre 2019

La dieta dei gruppi sanguigni

Accade talvolta che la formulazione di una teoria medita appaia quasi come la ricomposizione dei frammenti di uno specchio prima in frantumi o la giusta collocazione delle tessere di un mosaico che consenta di cogliere il disegno unitario o ancora la proiezione di una luce che metta in risalto la filigrana della vita.

Così è parsa a me la teoria espressa di recente dal naturopata statunitense Peter D’Adamo, secondo la quale i gruppi sanguigni sono presentati come la chiave interpretativa dei misteri della vita. I gruppi sanguigni sarebbero lo specchio in cui è possibile leggere il passato dei nostri antenati, con la progressiva evoluzione della specie umana, a partire dall’affermazione iniziale del “Cacciatore-Raccoglitore” appartenente al gruppo 0, dedito alla caccia e alla raccolta di erbe e frutta selvatica, con la successiva comparsa del gruppo A, quando l’uomo come “Agricoltore” diventa stanziale e produce il cibo con la coltivazione e l’allevamento di animali, per giungere al gruppo B dei “Pastori e Nomadi” con lo sviluppo della pastorizia e l’impulso alle migrazioni, fino alla comparsa in epoca recente del gruppo AB.

Ma la lettura di Peter D’Adamo non si limita ad una ricostruzione antropologica della vita sul pianeta, essa propone anche il gruppo sanguigno come impronta genetica che caratterizza la nostra identità e condiziona la nostra reattività ed i nostri comportamenti. Nei 4 gruppi sanguigni della popolazione umana sono pertanto inscritte le capacità di adattamento soprattutto del sistema digerente e di quello immunitario, che hanno reso possibile la vita dei nostri antenati e la nostra.

Ne nasce dunque un profilo di dieta dei gruppi sanguigni per ciascuno dei 4 gruppi 0, A, B, AB che permette di suggerire un programma di vita ottimale, fatto di consapevolezza dei propri punti di forza e della vulnerabilità nei confronti di determinate malattie, fatto anche di scelte corrette di alimenti adatti e di cibi da evitare, fatto di comportamenti capaci di assicurare la risposta personale ottimale nei confronti dello stress e di rallentare il processo di invecchiamento.

Certo la proposta di Peter D’Adamo può sembrare eccessiva per corrispondere appieno alla realtà. E tuttavia valutata nel suo insieme, la dieta dei gruppi sanguigni appare come una preziosa bussola, un utile orientamento e soprattutto strumento di riflessione e di approfondimento.

Da evitare comunque ogni interpretazione rigida e assoluta delle proposte contenute, così come mutamenti radicali di comportamento alimentare che non prevedano la valutazione ed il consiglio del proprio medico di fiducia.

 

Dell’opera di Peter D’Adamo “L’alimentazione su misura” (il metodo rivoluzionario per raggiungere il peso ideale, vivere sani e più a lungo), Sperling & Kupfer Editori – Milano

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