25 Giugno 2019

La dieta per dimagrire

Per dimagrire, la dieta è la chiave di volta di tutto l’edificio, il terzo principio indispensabile
Diete
Diete
E’ impossibile dimagrire normalmente e durevolmente senza cambiare la propria alimentazione, e abbiamo visto che nessuna cura, nessun mezzo esterno poteva dare una soluzione soddisfacente, perché non si rivolgono alle cause, ma agli effetti.
Qualsiasi cosa si possa leggere in tutti i giornali a grande tiratura che prediligono da molto tempo questo soggetto, si deve sapere che l’essere umano obbedisce a leggi biologiche immutabili che non possono essere aggirate in funzione dei nostri desideri.
Le subiamo allo stesso modo del tempo, del ritmo delle stagioni e, in genere, di tutti i cicli naturali. Quindi è meglio conoscerle e utilizzarle a nostro beneficio piuttosto di volerle cambiare o di ignorarle.
La nostra alimentazione, a parte le vitamine, i sali minerali e le fibre vegetali, è composta di tre elementi fondamentali che sono i glucidi, i lipidi e i protidi.
Ciascuno di questi elementi reca un certo numero di calorie che sono variamente utilizzate dall’organismo. L’acqua ha pure un ruolo molto importante nel metabolismo.
Vi sono solo due modi per dimagrire:
Il primo metodo per dimagrire
Quello più utilizzato consiste nel mangiare di tutto in quantità limitata, tenendo conto del numero di calorie ingerite.
Lo scopo è di arrivare a un numero di calorie leggermente insufficienti per le necessità, e quindi di obbligare l’organismo ad attingere nelle sue riserve di grasso per garantire il funzionamento normale del metabolismo (in genere, dieta tra 1.200 e 1.500 calorie). E’ il metodo consigliato dai dietologi e dagli organismi specializzati nel dimagrimento con le tecniche di gruppo (Maigrir-Union, Wieght-Watchers…).
E’ un buon metodo teorico che rispetta la varietà dell’alimentazione e calcola tutto ciò di cui l’organismo ha bisogno per non essere squilibrato.
E’ stato studiato da gente seria e competente e può essere seguito a lungo senza danni. Propone in genere dei menu tipo che i pazienti devono solo seguire. Ha tuttavia un certo numero di inconvenienti che compaiono alla luce dell’esperienza quotidiana:
L’obbligo di pesare tutto ciò che si mangia e di calcolare la razione calorica quotidiana è abbastanza complicato, e un certo numero di donne che lavorano non hanno tempo di preparare diverse pietanze, per loro, per il marito e per i figli. Appena passata la prima fase di entusiasmo iniziale, si lasciano progressivamente andare e non si preoccupano più di fare le cose seriamente.
Il fatto di ridurre la razione calorica provoca necessariamente una sensazione di fame che è avvertita sgradevolmente quando dura troppo. Ne deriva spesso un senso di frustrazione e una tendenza ai disturbi del carattere fatti di irritabilità, di insonnie, talvolta di leggera depressione.
Dopo un certo tempo, variabile a seconda della volontà di ciascuno, il soggetto “crolla” e si precipita su tutto ciò che è proibito (cioccolato, pasticcini). Ne deriva un senso di colpevolezza che viene ad aggravare ancora di più i disturbi del carattere.
In certi soggetti dall’attività professionale o famigliare rilevante, si osservano talvolta delle cadute della pressione, delle vertigini, dei malesseri e, in genere, uno stato di spossatezza legato all’ipoglicemia (caduta del tasso cli zucchero nel sangue). Ciò è normale, perché l’organismo ci mette un po’ di tempo a mobilizzare i grassi per farli partecipare all’economia generale. Questa spossatezza è pure essa una causa frequente di rinuncia alle diete.
Infine, queste diete molto rigide, se sono efficaci, in pratica non possono essere seguite per tempi molto lunghi. L’esperienza ci ha dimostrato che la maggior parte delle persone, dopo essere dimagrite, ricomincia a mangiare “normalmente” (sic), ossia come prima; ne risulta matematicamente una ripresa molto rapida del peso.
Questo metodo, che teoricamente è quello migliore e il più logico, ha quindi l’inconveniente di essere difficile da attuare. Ne esiste comunque un altro:
Il secondo metodo per dimagrire
Questo metodo di comportamento alimentare è basato su un’altra idea e su un certo numero di leggi biologiche. Tiene conto del fatto che non tutte le calorie, a seconda della loro origine, hanno lo stesso valore quantitativo.
Secondo la loro natura, le calorie recate dai glucidi, dai lipidi e dai protidi non fanno la stessa fine nell’organismo: alcune sono immagazzinabili sotto forma di grassi, altre non possono essere immagazzinate e si trasformano in energia di altra natura (movimento, calore) o sono eliminate.
E’ quindi necessario studiare un p0’ le varie categorie alimentari per capire queste leggi. I glucidi, detti anche zuccheri o idrati di carbonio, sono una famiglia numerosa che comprende:
Tutto ciò che ha gusto zuccherino: miele, marmellata, caramelle, torte, cioccolato, ecc. Non dimenticare che tutta la frutta, senza eccezioni, è zuccherata.
Tutto ciò che contiene o è fatto con farina: pane, biscotti, paste, salse…
Tutto ciò che è fatto di fecola o di amido: pasta, riso, patate, marroni…
Tutto ciò che contiene alcool: vino, birra, sidro, aperitivi, digestivi, salse al vino…
Questa famiglia chimica è in genere suddivisa in zuccheri rapidi (gusto zuccherino) e zuccheri lenti (farinacei, fecole) a secondo della velocità di utilizzo da parte dell’organismo.
Contengono 4 calorie per grammo e hanno, come scopo. quello di essere l’alimento del muscolo, ciò che spiega perché gli sportivi ad alto livello li utilizzino in abbondanza. specialmente prima delle competizioni.
Si deve tuttavia sapere che la maggior parte delle persone sono sedentarie e che non utilizzano questi glucidi per la loro attività muscolare. Questi alimenti sono quindi immagazzinati sotto forma di grasso, per azione dell’insulina.
La conclusione che ne deriva è logica: per dimagrire, si deve in un primo tempo eliminare completamente i glucidi, sotto qualsiasi forma, bruciare con lattività fisica quelli che sono stati immagazzinati e reintrodurli solo con molta prudenza nell’alimentazione quando si è raggiunto il peso ideale.
Per ognuno di noi esiste una soglia di tolleranza, variabile a seconda degli individui.
Al di là di questa soglia, se gli apporti di glucidi sono superiori alle spese. è fatale ingrassare di nuovo.
Ecco perché vi incoraggiamo vivamente a continuare la ginnastica anche dopo essere dimagriti, perché solo essa potrà permettervi di mangiare di nuovo qualche zucchero senza riprendere peso.
N.B.: il fatto di sopprimere completamente i glucidi citato sopra non vi metterà di per sé in stato di carenza, perché sono lo stesso presenti dappertutto (verdure) sotto altre forme. Quello che importa. è sopprimere gli alimenti composti quasi esclusivamente di idrati di carbonio (carboidrati =zuccheri).
I lipidi sono costituiti da tutti gli alimenti grassi, sia puri (burro, olio, margarine…), sia associati (carni grasse, pesci grassi, formaggi grassi, arachidi…), di origine animale (burro) o vegetale (olive…).
Questi lipidi recano 9 calorie per grammo, ossia due volte più dei glucidi, e sono anche calorie immagazzinabili. Tutti sanno che i grassi fanno ingrassare e che è necessario eliminarli. Tuttavia, la maggior parte di coloro che “si mettono a dieta” sopprimono solo i grassi e mangiano “tutto all’acqua”, sostituendo ciò con una maggiore ingestione di glucidi (in genere sotto forma di frutta: banane…).
E’ un errore madornale, perché abbiamo visto che i glucidi si trasformavano essi pure in grassi! Si deve ugualmente sapere che un certo numero di alimenti nasconde un contenuto di lipidi talvolta elevato: la carne contiene in genere dal 1 5 al 20% di corpi grassi, mentre il pesce ne contiene molto meno. Si deve quindi essere attenti a non esagerare con la razione di lipidi.
Tuttavia, pare che i grassi non costituiscano veramente l’essenza del problema, e che le persone non ingrassino perché mangiano troppo grasso, bensì perché mangiano troppo zuccherato in senso lato. Si deve anche sapere che i grassi ingenti in eccesso sono spesso veicolati dai glucidi. Esempio: non si mangia la pasta da sola, ma si aggiunge burro, formaggio, salse di pomodoro grasse che ne fanno un piatto molto ricco di calorie tutte immagazzinabili.
Quindi, per dimagrire, non è necessario eliminare completamente i grassi, ma mangiarne il meno possibile, essendo ragionevoli.
Così, si può tranquillamente mettere olio nell’insalata (evitando l’olio di arachidi), o rendere più appetibili i fagiolini con una noce di burro fresco; il peso dei lipidi, in questo caso, può essere considerato come trascurabile.
I protidi sono tutti alimenti di origine animale (carne, pesci, prosciutti, uova…) e talvolta vegetale (soia, lenticchie, lievito di birra…).
I protidi, detti anche proteine, recano come i glucidi 4 calorie per grammo, ma queste calorie hanno una destinazione ben diversa nell’organismo. Sono degli elementi di struttura che servono soprattutto ai bambini per crescere (i “mattoni” con i quali si costruisce) o agli adulti per il rinnovo permanente dei tessuti.
Questo bisogno di struttura è poco rilevante nell’adulto, e le calorie di origine proteica non sono immagazzinabili. Si trasformano in calore, in energia di altra natura, ma non possono trasformarsi in grasso.
Tutto il principio della seconda via per dimagrire è basato su questo: non essendo immagazzinabili, le proteine possono essere mangiate nella quantità che si desidera, senza rischio di prendere del peso, ciò che cambia molte cose nel corso della dieta. Si deve capire che una bistecca di 200 grammi (non grassa) dà circa 900 calorie, ciò che è molto, ma che queste calorie si trasformeranno in movimento, in calore e non faranno ingrassare. Inversamente, un quadratino di cioccolato, o una zolletta di zucchero, che contiene 29 calorie immagazzinabili, fa ingrassare!…
Gli altri elementi alimentari: 
– L’acqua è un elemento fondamentale, poiché rappresenta il 7O% del peso del corpo. Una dieta studiata per dimagrire deve sempre essere accompagnata cia una grande quantità d’acqua che consenta agli organi emuntori di fare il loro lavoro. Se è necessario, occorre sforzarsi a bere senza sete, al minimo 2 litri al giorno, Il fatto di bere durante o tra i pasti ha poca importanza, l’essenziale è di bere un massimo.
Naturalmente, l’acqua sarà consumata pura, perché tutte le altre bevande sono zuccherate o alcooliche e quindi ricche di glucidi rapidi.
– Le verdure, di preferenza verdi, le insalate, possono essere consumate a volontà, senza limitazione di quantità. Forniscono solo poche calorie e sono soprattutto ricche di fibre vegetali (necessarie al funzionamento dell’intestino), di sali minerali, di oligoelementi e di vitamine. Si deve sapere che il prezzemolo e il cavolo sono più ricchi di vitamina C dell’arancia o del limone. Non rischiate quindi una carenza in questo settore sopprimendo la frutta. Il modo di cottura rispetterà questi elementi e si preferirà il vapore che ha il merito di renderle più digeribili.
Per riassumere 
Insomma, il dimagrimento non dovrà più essere un problema per nessuno nella misura in cui si conoscono e si seguono alcune semplici regole:
Non avere mai fame ma fare al contrario dei pasti abbondanti ed equilibrati lungo la giornata. Ciò che si mangia al mattino è sempre meglio utilizzato che alla sera. Quindi occorre che cambiamo le nostre abitudini alimentari e che prendiamo esempio sui nostri vicini del Nord che fanno delle robuste prime colazioni ricche di proteine, un pasto leggero a mezzogiorno e un pasto serale alla fine del pomeriggio, non troppo tardi e non troppo abbondante.
Mai saltare i pasti, perché l’organismo ha tendenza ad immagazzinare molto di più il pasto seguente. Bere un massimo di acqua, durante e tra i pasti.
Fare una dieta Intelligente, vale a dire cambiare il proprio comportamento alimentare in modo stabile, perché le regole enunciate sopra sulle calorie immagazzinabili e non immagazzinabili, rimarranno valide per tutta la vostra vita: sono leggi della natura che non possono essere cambiate. Se quindi siete golosi di torte alla cioccolata, dovete combattere questa golosità funesta e imparare ad amare altre cose… Ricordiamo le grandi regole:
Soppressione totale dei glucidi in un primo tempo, e reintroduzione progressiva dopo che è stato raggiunto il peso ideale, compensando questo apporto con una ginnastica equivalente.
Mangiare pochi lipidi, onde evitare di ingrassare e per prevenire i rischi di aterosclerosi.
Mangiare delle proteine e delle verdure a volontà, preferendo le grigliate e non dimenticando il pesce che è ancora poco consumato da noi.
Alcuni esempi di ciò che potete mangiare e di ciò che è sconsigliato vi sono indicati alla fine del capitolo. Se siete…. attanagliati dalla voglia di sgranocchiare, mangiate un uovo sodo, una fetta di prosciutto o uno yogurt che calmeranno la vostra…, angoscia e non incideranno sulla bilancia.
Fare quotidianamente ginnastica e, se possibile, della cyclette, per dimagrire in un primo tempo e per consentirvi di mangiare di nuovo un po’ di tutto senza problemi in seguito. Non dimenticate che l’attività fisica è indispensabile per il buon funzionamento del corpo umano e che, se si tiene conto dell’evoluzione della specie umana nel suo insieme, è solo pochissimo tempo fa che correvamo dietro (o davanti) ai mammut.
A quei tempi, probabilmente gli obesi non esistevano!
Eventualmente iniziare una cura omeopatica o delle cure classiche blande, se non ce la fate. Possono aiutarvi a cominciare e a regolare i problemi di costituzionali, come pure tutti i problemi psicologici che sono all’origine degli aumenti di peso (difficoltà famigliari o professionali, bulimie da angoscia, da mancanza di volontà o di motivazione…).
E’ compito normale del vostro medico aiutarvi con i suoi consigli e accompagnarvi nel vostro sforzo, ma non chiedetegli una soluzione miracolo o di mettersi a dieta al posto vostro. Anche se vi si aiuta, è indispensabile che risolviate voi stessi il vostro problema, cosa che a lungo termine è vostro interesse.
Se decidete di dimagrire seguendo queste diete semplici, sappiate che non c’è insuccesso nella misura in cui state completamente al gioco: dieta rigida senza “extra”, attività fisica regolare. Anche se avete già provato senza successo, siete adesso in grado di capire perché. Riprendete quindi in mano il problema su buone basi, e ce la farete.
Alcuni esempi
Alimenti proibiti 
Zucchero, dolciumi, marmellata, miele, cioccolato, pasticcini e, in genere, tutto ciò che contiene zucchero.
Pane, biscotti, pasta, patate, riso, piselli, fagioli sgranati, fecole, farinacei.
Carni grasse: maiale, agnello grasso, oca, anatra, lumache.
Selvaggina in umido, frattaglie, salumi
grassi, trippe, carne o pesce in conserva (eccetto le conserve di pesce al naturale).
Formaggi (salvo quelli con lo 0% di materia grassa), latte intero, condensato o zuccherato.
Portate alimentari aggiunte, creme, gelati.
Tutta la frutta, fresca o secca.
Sode, sciroppi, succhi di frutta zuccherati, l’alcool sotto tutte le forme (vino, birra, sidro, aperitivi, digestivi…).
Alimenti autorizzati 
Tutte le carni bollite, alla griglia, arrosto senza corpi grassi.
Cuore, fegato, lingua, tutto il pollame alla griglia o arrosto.
Tutti i pesci in zimino, alla griglia, al forno o al cartoccio. Tutti i molluschi e crostacei.
I brodi vegetali, tutta la verdura verde (fresca, surgelata o in conserva) cotta a vapore.
Le verdure crude e le insalate.
Caffè, tè, latte scremato (liquido o in polvere).
I formaggi con lo 0% di materie grasse, gli yogurt nature.
L’olio di paraffina per le insalate (contro la stitichezza).
I dolcificanti di sintesi (i “falsi zuccheri”).
Il sale che non ha mai fatto ingrassare nessuno salvo in caso di grave lesione renale. Si possono salare normalmente le pietanze, salvo in caso di ipertensione.
Rendete più allettante le vivande cucinate usando in abbondanza spezie, erbe, salse a base di purea di verdure, condimenti (cetriolini, ketchup, salsa inglese…).
Conclusione Eccoci giunti al termine di questo rapido excursus sulla patologia acuta e sui mezzi terapeutici utilizzabili nella pratica quotidiana. Speriamo di esservi stati utili e vi chiediamo di ricordarvi delle grandi regole da attuare di fronte a un grave problema di salute:
Abbiate una chiara coscienza di ciò che potete curare da soli e dei casi in cui dovete assolutamente ricorrere al medico. In altre parole, non pensate di avere tra le mani un condensato della medicina che vi permetterà di fare tutto da soli. Le lacune di questo libro sono numerose e spesso volute (per non indurvi in errore); sta a voi comunicarci le vostre osservazioni e suggerimenti per migliorarlo.
Per contro, cacciate ogni timore ingiustificato dalla vostra mente e osate curare ciò che è di vostra competenze; abbiamo fatto in modo di darvi i migliori mezzi per farlo. Per noi il problema maggiore sta nel fatto che ci sono molte più persone che non osano curare le affezioni comuni, mentre sono perfettamente capaci dì farlo, che persone che vanno al di là delle loro competenze. Abbiate la certezza che non ri– schierete mai, anche se sbagliate medicinale, di provocare effetti secondari o tossici con ciò che vi abbiamo consigliato.
Il solo pericolo potenziale è di lasciar progredire senza cura adatta una grave affezione, ma l’esperienza ci ha dimostrato che questo pericolo è trascurabile e che i nostri pazienti si rendono perfettamente conto dei loro limiti.
Troverete qui di seguito due allegati complementari, uno riguardante le domande che ci vengono poste più spesso sui dettagli pratici delle cure omeopatiche, l’altro che dà un elenco di medicinali che dovrebbero idealmente trovarsi in ogni farmacia famigliare ben attrezzata.
D’altro canto, speriamo che abbiate capito il ruolo di un moderno medico omeopata e del posto dell’omeopatia nella medicina: non può riassumersi in una semplice tecnica terapeutica complementare alle altre, ma corrisponde a una visione particolare della salute nel suo assieme.
Visione globale, individuale del malato nella sua malattia, ma anche prevenzione e mantenimento di ognuno nel proprio stato di salute, vale a dire in armonia e in equilibrio con il suo ambiente.
E’ a questo titolo che l’omeopatia è in accordo con i grandi orientamenti della medicina di domani, di cui è forse stata iniziatrice…
La sua efficacia nelle malattie acute vi convincerà senz’altro sulla sua utilità anche nei problemi più cronici e nella ricerca di una vita più equilibrata. Speriamo che questo libro vi aiuti a essere meno ansiosi durante i fine settimana. E’ il nostro augurio più sincero.

tratti dal libro “Manuale pratico di Omeopatia” di Ruggero Dujany edito da Red/Studio redazionale

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