25 Settembre 2022

La Stitichezza

stitichezza

La Stitichezza e quindi mantenere una corretta funzionalità intestinale è un problema molto diffuso, che colpisce più spesso il sesso femminile; è dovuto prevalentemente allo scarso apporto di fibre alimentari, tipico della dieta occidentale.
Il cibo, una volta ingerito, viene scisso in piccole parti e assorbito lungo tutto l’intestino; come spiegato precedentemente, perché ciò avvenga, esso deve essere mescolato con i vari succhi intestinali e fatto progredire attraverso tutto l’intestino.
Questo movimento avviene attraverso una sorta di onda detta peristalsi che, mediante contrazioni successive e sincrone dei muscoli intestinali, spinge il cibo attraverso il canale digerente; le contrazioni, e quindi il movimento, sono tanto più efficaci quanto più è voluminosa la massa che occupa l’intestino.
La presenza di fibre che, non venendo assimilate dal nostro organismo, determinano un volume elevato, facilita il progredire della massa cibo che gradualmente, attraverso i processi di assorbimento di sostanze nutritive, si trasforma in scorie e quindi in feci da eliminare.
Per combattere La Stitichezza oltre a una corretta presenza di fibre nella dieta, è di fondamentale importanza un adeguato apporto di liquidi; se infatti beviamo troppo poco il nostro organismo sarà costretto ad assorbire dai cibi ingenti tutta l’acqua possibile, disidratando così le feci, rendendole dure e difficilmente eliminabili.
Una corretta funzionalità intestinale richiede anche un adeguato esercizio fisico e dipende moltissimo da abitudini e problemi psicologici.
Detto questo, occorre fare chiarezza per quanto riguarda la frequenza della defecazione: molte persone credono erroneamente che sia necessario andare in bagno ogni giorno e pensano di avere La Stitichezza perché la frequenza non è quella che si aspettano. Altre possono essere preoccupate per l’aspetto (dimensioni, forma e colore) o per la consistenza delle feci, anche se, talvolta, il principale disturbo lamentato è la mancata soddisfazione all’atto della defecazione.
Di conseguenza, abusano di lassativi, supposte e clisteri…
In realtà, un trattamento eccessivo con i lassativi può ridurre la capacità del colon di attuare i movimenti necessari per espellere le feci.
L’Ansia, la depressione e La Stitichezza
Alcune persone cercano di controllare la propria ansia con un comportamento perfezionistico, e quindi la loro necessità di espellere dal corpo giornalmente i rifiuti “sporchi” può raggiungere esagerati livelli di importanza (comportamenti ossessivo-compulsivi).
Uno stato depressivo, per esempio, si può associare all’incapacità di defecare tutti i giorni. Il non defecare giornalmente può provocare un circolo vizioso nel quale la depressione riduce la frequenza delle evacuazioni e la mancata defecazione aumenta a depressione.
Spesso questi soggetti diventano consumatori cronici di lassativi o passano una notevole quantità del proprio tempo in bagno.
Le spiegazioni sono importanti, ma è di poca utilità provare a convincere un soggetto ossessivo-compulsivo che il suo atteggiamento nei confronti della defecazione è anormale, anche se la psicoterapia in questi casi è un valido aiuto.
Prima di tutto occorre informare queste persone che le evacuazioni giornaliere non sono essenziali, che si deve concedere all’intestino la possibilità di funzionare in modo naturale, che i frequenti lassativi o clisteri (uno ogni 3 giorni) negano all’intestino questa possibilità e che, in questi casi, il modo più efficace per “curare le feci” che sono “troppo sottili” o “troppo verdi” consiste nell’evitare di guardarle…
La Stitichezza acuta o cronica – cause
La Stitichezza acuta si verifica quando un cambiamento nelle abitudini intestinali produce una defecazione infrequente o feci dure che vengono eliminate con difficoltà.
Un improvviso cambiamento nella frequenza della defecazione suggerisce una causa organica: nei soggetti che si lamentano di una stipsi insorta da alcune ore o da alcuni
giorni, si può pensare anche a un’ostruzione meccanica dell’intestino.
La Stitichezza può essere causata anche dai farmaci, compresi quelli che agiscono all’interno del lume intestinale (idrossido di alluminio, sali di bismuto, sali di ferro e colestiramina), gli anticolinergici, gli oppiacei, bloccanti e molti tranquillanti e sedativi.
Le frequenti cause funzionali per La Stitichezza cronica ostacolano i normali movimenti intestinali, perché i meccanismi di deposito, trasporto ed evacuazione del colon sono alterati. La causa in questi casi può essere un’infezione, l’ipotiroidismo, l’ipercalcemia, l’uremia, ma più frequentemente è rappresentata da disturbi neurogeni locali, come la sindrome del colon irritabile oppure altre malattie gastrointestinali.
Alcuni disturbi neurologici, come il morbo di Parkinson, la trombosi cerebrale ecc., rappresentano invece importanti cause extraintestinali di stitichezza.
Le cause psicologiche, come abbiamo detto precedentemente, sono molto frequenti.
La costipazione cronica è particolarmente frequente nell’anziano a causa di una riduzione, correlata all’età, dei riflessi colici intrinseci, di diete povere di fibre, della mancanza di esercizio e dell’uso di farmaci che provocano stitichezza.
Nota. Quando l’alterazione delle abitudini intestinali persiste per settimane o si verifica in modo intermittente con sempre maggiore frequenza e/o gravità, occorre rivolgersi al medico.
Quando non è La Stitichezza
Molti disturbi (come dolore addominale, nausea, stanchezza, perdita di appetito) dovuti spesso a una patologia sottostante (sindrome dell’intestino irritabile, depressione ecc.) vengono imputati alla costipazione. Le persone in questa situazione non si devono aspettare che tutti i sintomi si risolvano da una defecazione quotidiana.

tratto dai manuali di Riza –  Riequilibra l’ intestino

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