22 Settembre 2019

Il piacere della scoperta dell’ energia

Il piacere della scoperta dell’ energia
La fisica offre infiniti spunti di riflessione sull’ energia, anche su quella utilizzata nei trattamenti IRECA
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Ogni anno proponiamo il corso IRECA sull’energia cosmica applicata con lo scopo di aumentare la nostra conoscenza dell’energia e dei suoi possibili utilizzi. Il concetto di energia rimane tuttavia per molti vago e confuso, e ciò perché i nostri sensi ci danno una rappresentazione di quel che ci circonda soprattutto materiale, ma la nostra visione del mondo è destinata a cambiare velocemente grazie alle nuove scoperte scientifiche.
Le ultime misure condotte dai satelliti determinano l’età dell’universo in  13.7 miliardi di anni, le prime stelle si sono formate quando ne aveva 200 milioni e, soprattutto, contiene ora il 4% di materia normale, il 23% di materia oscura e il 73% di energia oscura! Più del 96% di ciò che compone il nostro Universo è dunque al di là delle nostre percezioni e di qualsiasi strumento fino a oggi costruito.
Eppure la pressione di questa energia e materia oscura continua a espandere l’universo superando anche il campo gravitazionale che lega in un gigantesco balletto cosmico pianeti, stelle e galassie. Dal suo inizio l’Universo ha continuato a evolversi dinamicamente producendo non solo tutti gli elementi  chimici, ma anche tutti gli elementi strutturali che lo formano, come le stesse galassie e ammassi di  galassie, e le strutture complesse della vita organica.
Un cosmo dunque ben diverso da quello  percepito dai nostri sensi: statico, materiale e casuale. Un libro uscito di recente, Quasars, Redshifts and Controversies di Halton Arp, interpreta in modo estremamente interessante queste ultime scoperte: secondo lo scienziato, dato che gli elementi che formano il nostro Universo (materia, pianeti, stelle, galassie) mostrano un comportamento simile all’evoluzione  biologica dell’uomo, producono infatti strutture e sistemi sempre più complessi, forse si potrebbero trarre ulteriori informazioni sul Cosmo interpretando i suoi fenomeni in chiave biologica. In fondo, chi conosce veramente il confine, ammesso che esista, tra materia organica e inorganica?
Sia nel macrocosmo che nel microcosmo i fenomeni sembrano percorrere una strada ben determinata e non casuale che la fisica di oggi non riesce a comprendere. Se i dinosauri in pochi milioni di anni si sono evoluti in uccelli, cosa potrebbero diventare gli esseri umani? E cosa potrebbero diventare le galassie, avendo miliardi di anni a   disposizione?
Se le stelle hanno prodotto gli elementi chimici che compongono la Terra e il nostro pianeta ha prodotto tutte la molecole organiche che hanno dato luogo alla vita e all’uomo, come possiamo pensare che l’intelligenza che ci contraddistingue non sia stata sempre presente? Già, ma l’uomo ha sempre peccato di presunzione e di antropocentrismo… Fred Holye, altro famosissimo astrofisico, scriveva anni fa: “Ciò che preferirei è un’evoluzione della vita in virtù della quale l’essenza di ognuno possa amalgamarsi entro una struttura molto più potente e molto più vasta”.
La scienza inizia a prospettarci una visione del mondo non più caotica e casuale, ma “intelligente e ordinata”, determinata fondamentalmente dall’energia che produce uno sviluppo evolutivo e strutturale, anche se per l’uomo ancora in gran parte ignoto.
 
Cesare Dal Pont 
Docente IRECA 

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