08 Luglio 2020

Molibdeno

Il Molibdeno è un oligoelemento presente in piccole quantità nel terreno e nei tessuti del regno vegetale ed animale. Il Molibdeno costituisce una parte importante di due enzimi, xantina ossidasi ( mobilitazione delle riserve di ferro e successiva trasformazione da ferroso a ferrico) e aldeide ossidasi (ossidazione dei grassi),  partecipa alla trasformazione delle purine in acido urico e favorisce il metabolismo dell’azoto e del rame. Nel corpo umano lo troviamo nel fegato , ossa e reni.
Gli alimenti che ne contengono sono: cereali, legumi, verdura con foglia larga e scura e carni.
Avvertenze 
 
Eccessive assunzioni di questo minerale traccia possono provocare la gotta ed interferire con il metabolismo del rame, mentre un eccesso di Zolfo, un accumulo di solfiti (Conservanti alimentari e medicinali) e una dieta troppo ricca di alimenti troppo lavorati e raffinati può portare ad una carenza di Molibdeno.
Un po’ di storia
Il molibdeno (dal greco molybdos, “simile al piombo”) non si trova puro in natura e i composti reperibili venivano confusi, fino al XVIII secolo, con composti di carbonio o piombo. Nel 1778 Carl Wilhelm Scheele capì che il molibdeno era un elemento diverso sia dalla grafite sia dal piombo e riuscì a isolare l’ossido del metallo dalla molibdenite, un minerale. Nel 1782 Hjelm isolò un estratto impuro di molibdeno riducendo l’ossido con carbonio.
La sezione Minerali  è a cura di Osvaldo Cioè

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