23 Agosto 2019

Inconvenienti e pericoli della febbre

Inconvenienti e pericoli della febbre
Gli inconvenienti della febbre sono noti: mentre una temperatura moderata è in genere ben tollerata, una febbre alta provoca un sicuro malessere, che è tanto mal sopportato quanto più dura a lungo: i mal di testa, le sudorazioni abbondanti, i vari dolori articolari sono responsabili di uno stato di grande spossatezza che è ben doveroso voler migliorare.
Ecco perché può essere perfettamente lecito prendere un po’ di aspirina di fronte a una febbre notevole e persistente, soprattutto nel bambino, per permettergli di doppiare meglio la boa.
Ma si deve sapere che agendo così si ritarda l’evoluzione della malattia, e che si soffrirà forse meno ma più a lungo.
Il migliore atteggiamento in questo caso è quindi di prendere piccole dosi di questi medicinali, per migliorare il comfort, ma avendo cura di mantenere sempre una temperatura di circa 38°, onde rendere agevole il lavoro di difesa dell’organismo.
I pericoli della febbre sono meno frequenti di quanto si pensi di solito, ma uno lo devono assolutamente conoscere tutti: è il caso del lattante.
Tutti hanno sentito parlare delle convulsioni provocate da temperatura elevata, più o meno associata a carenza di calcio. Il pericolo è reale; ecco perché il lattante è, nella nostra esperienza l’eccezione che conferma la regola,e abbiamo l’abitudine, in questo caso, di non correre nessun rischio, e somministriamo allora delle medicine classiche, per far scendere la temperatura.
Si deve sapere tuttavia che ciò che è pericoloso per il lattante non è la febbre in sé, la febbre alta instauratasi da un certo tempo, ma il brusco aumento della temperatura che precede l’insorgere di una malattia infettiva.
Questo cambiamento repentino è la causa delle convulsioni; ecco perché si dovrà agire presto di fronte a un bambino a rischio che è già in preda alle convulsioni o i cui genitori, i fratelli o le sorelle hanno già avuto problemi del genere.
Un altro pericolo nel lattante è il sopraggiungere, dopo una febbre prolungata, di fenomeni di  disidratazione, molto rari ai tempi nostri, ma per i quali occorre essere molto vigili, soprattutto d’estate. In effetti, un lattante perde in proporzione molta più acqua di un adulto, e sotto questo profilo è molto più fragile.
Le conseguenze di queste perdite abbondanti di liquidi organici con le sudorazioni o con la semplice evaporazione possono essere molto gravi.
tratti dal libro “Guida pratica all’Omeopatia” di B Berthier e J.J. Jouanni edito da Dangles – Musumeci

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