22 Agosto 2019

Il calore

Una diffusa vasodilatazione cutanea provoca diminuzione delle resistenze circolatorie periferiche cosicché per mantenere sufficientemente normali i valori pressori, il cuore deve proporzionalmente aumentare il suo lavoro. Per compensare l’instaurarsi del nuovo equilibrio pressorio si ha vasocostrizione per via riflessa nei territori degli organi profondi, specie a carico del sistema vascolare dei visceri addominali.
Prima della fase di compensazione cardiocircolatoria si trova abbassamento pressorio a cui segue, dopo la compensazione, spesso rialzo più o meno evidente dei valori pressori arteriosi (attenzione nella termoterapia generale a pazienti in non buone condizioni cardiocircolatorie).
L’aumento del calore corporeo porta per termoregolazione all’instaurarsi di una iperventilazione polmonare, cioè all’aumento quantitativo di aria ventilata. Un’azione diretta esplica il calore anche sulla mucosa broncopolmonare (ci si avvale di questa reazione ogni qualvolta si applica una inalazione calda). Da tener presente che variazioni termiche improvvise, di una certa entità, possono provocare, per secondi, la sospensione degli atti respiratori. Modifiche di grande entità sono riscontrabili all’apparato digerente.
Come conseguenza della congestione della mucosa, per effetti per via riflessa, dei fattori nervosi, ormonali ecc., si ha aumento della peristalsi, aumento della secrezione gastrica, intestinale ed epatica. Modificazione si riscontra sulla funzione renale. Il calore porta anche aumento della diuresi. Si è potuto constatare che il calore provoca una diminuzione dell’indice viscosimetrico, porta a variazione morfologica e numerica della parte corpuscolare del sangue (riduzione transitoria del numero leucocitario) provoca una emoconcentrazione per modifica dei rapporti plasma-globuli a causa della stimolazione diaforetica e diuretica. Sull’apparato muscolare si ha netta diminuzione del tono vasale basale della muscolatura striata, crea dunque azione miorilassante cioè analgesica che si esplica sulle terminazioni nervose periferiche e si associa a un’azione risolvente sugli strati contratturali della muscolatura.
La reazione più ricercata nella termoterapia è la modificazione metabolica. Aumentando il metabolismo si accelerano i processi cellulari, enzimatici, ormonali, biologici, aumentando così i meccanismi di difesa e di riparazione. Importante è il ricordare che la tolleranza al calore è soggettiva. Un errore spesso commesso è l’applicazione del calore (esogena ed endogena) nelle forme osteoporotiche perché l’ipertermia locale e l’accelerazione dei processi metabolici può favorire ulteriormente la demineralizzazione del tessuto osseo già compromesso. E’ buona norma non prescrivere termoterapia generale a pazienti in non buono stato di funzionalità cardiocircolatoria o se si ha ipertensione o marcata ipotensione; indagare anche sulla funzionalità renale, gastroenterica (ulcera) venosa (flebite, vene varicose, ecc.).

Tratto da “Terapia Fisica” di Erick Fussanegger – Casa di Cura San Marco

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