28 Febbraio 2020

Ginnastica cinese

Nelle prime ore del mattino, in tutta la Cina si incontrano uomini e donne di tutte le età che fanno esercizi terapeutici per mantenere o ritrovare salute e benessere.
Ma che cos’è un “esercizio terapeutico”? È un’attività corporea in grado sia di curare sia di prevenire numerosi disturbi psicofisici.
Questi esercizi si differenziano dalla normale ginnastica per diversi aspetti: sono adatti sia per chi è malato o debilitato sia per chi è sano e ridonano energia e vitalità anche alle persone più anziane.
L’esercizio terapeutico è orientato a risvegliare l’energia vitale della persona, ristabilendo l’equilibrio dell’intero organismo. Tale attività corporea può essere suddivisa in sette categorie: ginnastica dolce, terapia del movimento, terapia con l’ausilio di attrezzi speciali, Qi-gong, An Mu (massaggio), trattamento con gli elementi della natura (docce e bagni di acqua a temperature diverse, bagni di aria e di sole) e, per finire, attività ricreative (giardinaggio, musica ecc.).
Di seguito vi presentiamo un antico esercizio di ginnastica cinese dall’efficace azione antistanchezza.
Un antico esercizio di ginnastica cinese – Gli otto ricami
Vi presentiamo un antico esercizio di ginnastica cinese che sembra risalire a circa mille anni fa. Esso è costituito da otto movimenti molto semplici da effettuare e utili per riattivare le energie corporee stimolando la vitalità di adulti, bambini e anziani. Praticate gli “otto ricami” la mattina, appena svegli: una sequenza completa vi fornirò uno sprint energetico utile per affrontare bene la giornata. Nota: gli esercizi qui proposti possono essere eseguiti in posizione eretta o con le ginocchia leggermente piegate. I movimenti vengono effettuati in due modi, con forza (adulti e anziani dotati di normale forza fisica) oppure con dolcezza (bambini e persone debilitate o affette da disturbi cronici).
Sostenere il cielo con le braccia 
In pozione eretta, i piedi leggermente divaricati e i talloni vicini, le braccia ricadono lungo i fianchi, lo sguardo è dritto davanti a te. Alza lentamente le braccia dilato e portale sopra la testa. Con i palmi rivolti verso il basso, intreccia le dita mentre alzi i talloni da terra di due o tre centimetri.
Ruota i polsi portando i palmi verso l’alto, senza piegare i gomiti, e spingi le mani verso l’alto, cercando di alzarli ancor di più sui talloni. Mantieni la posizione per qualche secondo.
Stacca le mani e abbassa lentamente le braccia lungo i fianchi. Continua a tenere i talloni sollevati da terra. Poi, riporta lentamente i talloni a terra e torna alla posizione di partenza.
Tendere l’arco 
Partendo dalla posizione dell’esercizio precedente, fai un passo verso sinistra e piega leggermente entrambe le gambe. Le cosce dovrebbero essere il più possibile parallele al suolo e la schiena ben eretta. Incrocia le braccia davanti al petto, tenendo il braccio destro più esterno rispetto al sinistro. Ruota la testa a sinistra e guarda la mano destra. Chiudi la mano sinistra a pugno. Stendi il pollice e l’indice, tenendo piegate le altre dita. Stendi il braccio sinistro più che puoi. Allo stesso tempo, chiudi a pugno la mano destra e tirala indietro, verso destra, come per tendere un arco. Il gomito destro dovrebbe essere rivolto verso destra. Lo sguardo è rivolto all’indice sinistro.
Rilassa la mano sinistra e riportala davanti al petto, mentre riporti indietro anche la destra. Incrocia di nuovo le braccia, questa volta con il braccio sinistro all’esterno e il destro all’interno. Gira la testa a destra e guarda la mano sinistra. Chiudi a pugno la mano destra. Stendi il pollice e l’indice; stendi lentamente il braccio destro verso destra, Allo stesso tempo, chiudi a pugno la mano sinistra e tira indietro il gomito sinistro, verso sinistra, come per tendere un arco. Lo sguardo è rivolto all’indice destro.
Alzare una mano alla volta 
In posizione eretta, con le braccia che ricadono lungo i fianchi, piega la mano sinistra all’indietro, verso il polso, tenendo le dita unite e il gomito teso. Tendi lo stesso braccio in fuori a sinistra, e poi portalo sopra la testa, Il palmo è rivolto verso l’alto e le dita verso destra. Allo stesso tempo, stendi la mano destra verso il basso, con il . lassa il palmo rivolto all’indietro.
Abbassa la mano sinistra descrivendo un semicerchio alla tua sinistra e tendila verso il basso, con il palmo rivolto all’indietro. Allo stesso tempo, piega la mano destra all’indietro, verso la parte esterna mani del polso, e alzala descrivendo un semicerchio alla tua destra, fino a portarla sopra la testa. Le dita sono unite e la punta guarda verso sinistra; il braccio è disteso.
Guardarsi alle spalle 
In posizione eretta, con le braccia che ricadono naturalmente lungo i fianchi, ma con il palmo Mentre delle mani spinto con forza contro bacino, il lato esterno delle cosce.
Tieni il busto eretto e tira leggermente indietro le spalle. Allo stesso tempo, gira piano la testa a sinistra, guardando dietro di te. Rilassa il capo e le spalle, girati in avanti e guarda verso questa direzione.
Tieni il busto eretto e tira leggermente indietro le spalle. Allo stesso gira piano la testa a destra, guardando dietro dite.
Rilassa il capo e le spalle, girati in avanti e guarda in tale direzione.
Muovere la testa e la coda 
Divarica i piedi in modo che si trovino a una distanza di circa tre volte la loro lunghezza. Piega leggermente le gambe, Appoggia le mani appena sopra le ginocchia. Il busto deve rimanere eretto.
Senza piegarti in avanti o indietro, inclina la parte superiore del corpo verso sinistra e lascia che la testa segua il movimento. Fai ruotare in senso orario la testa e la parte superiore del corpo, disegnando un cerchio davanti a te. Mentre la testa ruota, anche il bacino, naturalmente, tenderà a disegnare un piccolo cerchio nella direzione opposta.
Ferma la rotazione quando ti trovi con il busto inclinato a destra, e torna alla posizione di partenza.
Abbassa la parte superiore del corpo verso destra, senza piegarti e fai una rotazione del busto in senso antiorario. Conclusa la rotazione, tieni la posizione a gambe leggermente flesse ancora per qualche istante.
Toccarsi le piante dei piedi 
Con le ginocchia tese, piega lentamente il busto in avanti, fino a toccare la punta dei piedi o le caviglie, tenendo la testa un poco sollevata. Raddrizzati, tornando alla posizione iniziale.
Appoggia le mani sui reni e piegati lentamente all’indietro. Torna alla posizione di partenza.
Stringere i pugni  
Divarica le gambe in modo da lasciare tra i piedi una distanza superiore a quella delle spalle. Piega leggermente le ginocchia, porta i pugni ai lati della vita, con le dita rivolte verso l’alto.
Stendi in avanti il braccia sinistro, fino a quando il pugno si troverà davanti ai tuoi occhi, con le dita verso il basso. Stringi il pugno destro e tiralo indietro, facendo partire il movimento dal gomito. Fissa un punto davanti a te.
Muovere la schiena 
In posizione eretta, fieni il palmo delle mani aderente alle cosce. Alza il capo e sollevati il più possibile in punta di piedi. Torna alla posizione di partenza.

Materiale tratto dal libro “Vincere Fatica & Stanchezza” – RIZA

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