La depressione può essere definita, in senso ampio, come una caduta generalizzata della vitalità. La manifestazione più evidente è infatti una radicale modificazione del tono dell’umore, accompagnata da una riduzione dello fiducia in se stessi, sensi di colpa, pessimismo e desiderio di espiazione.
La depressione provoca anche abulia, scarsa reattività, squilibri affettivi e, nei casi più gravi (depressione maggiore), atti violenti contro se stessi e gli altri, tendenza al suicidio e desiderio di morte. Secondo Cari Gustav Jung, la depressione è la reazione a un blocco energetico protratto nel tempo: per superarla è dunque fondamentale riconoscerla, accoglierla e, infine, darle libero sfogo.
Si soffre di depressione quando alcuni dei sintomi qui elencati perdurano da almeno 2 settimane:
- tristezza, scoraggiamento, stanchezza, apatia, disperazione, senso di inutilità, voglia di piangere anche senza motivo, pessimismo:
- collera, irritabilità, ostilità;
- mancanza di interesse e piacere in attività che prima erano fonte di gioia:
- insonnia o bisogno eccessivo di sonno: difficoltà a concentrarsi: problemi di memoria; difficoltà nel prendere decisioni;
- chiusura in se stessi; rancori sui quali si rimugina; pensieri frequenti che richiamano alla morte o al suicidio. Possono esserci sintomi fisici quali:
- cefalee; difficoltà di digestione; bocca asciutta; stitichezza;
- sudorazione eccessiva; palpitazioni; tremori; dolori diffusi;
- perdita o aumento di peso.
Lutti, divorzi, licenziamenti, ma anche i problemi di coppia possono essere alla base del disagio. In casi rari, si può avere una predisposizione alla depressione dovuta a cause genetiche. La depressione può essere provocata anche da malattie quali: anemia; sindrome della stanchezza cronica e fibromialgia; disturbi ormonali; scarsa attività della tiroide; carenze vitaminiche; abuso di alcol o droghe. Alcune donne sono colpite dalla depressione ‘post-partum”, associata a variazioni ormonali o a problemi psicologici.
La depressione, come la stanchezza, spesso si manifesta senza preavviso, come una ‘presenza” che indica che è ora di cambiare direzione. Essa genera uno stato di crisi accompagnato da tristezza e disagio, sintomi che ci vogliono far capire che stiamo perpetuando schemi esistenziali ormai obsoleti per noi.
La sindrome depressiva comporta a livello neurochimico una ridotta presenza di neurotrasmettitori (noradrenalina, dopamina, serotonina) in alcune aree del cervello. Gli antidepressivi hanno il potere di ricostituire il dosaggio di queste sostanze, ma con rischi elevati: lo psicofarmaco ha infatti il potere di annullare il sintomo e di ripristinare lo stato emotivo che esisteva prima dell’attacco depressivo, imponendo una serenità fasulla e preparando il terreno a una nuova depressione.
Tuttavia, in alcuni casi particolari, è possibile fare ricorso ai farmaci, ma per brevi periodi e solo sotto il controllo del medico. Ideali come sostegno sono i rimedi naturali e l’attività corporea
Materiale tratto dal libro “Vincere Fatica & Stanchezza” – RIZA