05 Aprile 2020

La stanchezza

Le specie di stanchezza sono infinite, tante quante le persone che la provano. È però possibile distinguere quattro categorie:
  • la stanchezza muscolare, che si manifesta in seguito ad uno sforzo fisico considerevole (lavoro fisico e attività sportiva intensi).
  • la stanchezza nervosa, collegata alle tensioni psichiche che perdurano nel tempo (problemi familiari, difficoltà professionali. sovraccarico intellettuale ecc.).
  • la stanchezza patologica, che può essere associata a certe malattie acute a croniche (influenza, anemia, diabete, asma ecc.), oppure far parte degli effetti secondari di certi farmaci (diuretici, antipertensivi, psicofarmaci ecc.).
  • la stanchezza psicosociale, che ha le sue origini neì problemi della vita quotidiana (bambini in tenera età, cambiamenti di lavoro o di casa, disoccupazione ecc.). Qualsiasi è il tipo di stanchezza, essa rappresenta una risposta fisiologica dell’organismo che si manifesta ogni volta che viene in qualche modo minacciata la nostra salute. La stanchezza ha dunque la scopo di farci fermare per impedire ulteriori dispendi d’energia, anche se non sempre, come vedremo in seguito, fermarsi è la soluzione migliore…
La stanchezza è un sintomo generico e aspecifico che affolla gli studi di medici e psicoterapeuti, ma che non trova nella nostra società, efficiente e produttiva, un’adeguata attenzione. Eppure, se dobbiamo credere a un’indagine condotta in Francia e pubblicata su Medico! Tribune (una rivista specializzata pubblicata in numerosi paesi tra i quali anche Francia, Germania, Giappone), ogni giorno almeno mezzo milione di francesi si reca dal medico per denunciare una profonda stanchezza e affaticabilità.
Qualsiasi sia la causa della stanchezza, essa dà origine a una caduta energetica che si presenta nell’organismo su tre livelli.
  • Il primo livello è quello molecolare-tissutale. Qui si manifesta l’azione del sistema neurovegetativo, di quello neuroendocrino e del sistema immunitario, quindi l’azione di neurosecreti, ormoni e oligoelementi che determina l’assorbimento, la produzione e l’immagazzinamento dell’energia.
  • Il secondo livello è quello cardiaco, quindi cardiocircolatorio. Il più delle volte funzionalmente, talora per una forma di cardiopatici minore, l’astenico ha una sorta di debolezza centrale dovuto o una minore efficienza e resistenza della pompa cardiaca.
  • Il terzo livello è quello muscolare: la stanchezza ha in effetti come punto nodale e finale lo muscolatura striata, cui già in parte ci siamo collegati con il livello cardiaco (il cuore è un muscolo), Chi è stanco ha come sintomo anche una minor efficienza del tono e della forza muscolare.
Come possiamo capire se siamo semplicemente affaticati dalle troppe affività quotidiane o se siamo in presenza di stanchezza cronica, di fibromialgie, di intolleranze alimentari, di allergie, di stress o di depressione?
In genere, soprattutto se la stanchezza si protrae nel tempo, è necessario confrontarsi con il proprio medico. Una volta capito il problema, esistono numerosi rimedi naturali e indicazioni alimentari o comportamentali che possono migliorare nettamente la situazione, riportando armonia e benessere nella nostra vita.

Materiale tratto dal libro “Vincere Fatica & Stanchezza” – RIZA

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