29 Novembre 2022

Kali Carbonicum

Kali, ossia potassio, dall’arabo al Kaljum, cenere.
La cenere è ricca di potassio e le nostre contadine facevano il bucato coprendo con uno strato di cenere la biancheria che, candida che più non si può, ingigliava i prati verdi della nostra fanciullezza.
Mentre il sodio predomina nei mari e nei liquidi corporei, il potassio è importante costituente del colloide e delle cellule, nonché dell’humus del suolo e delle piante.
Sapete perché dopo che si vomita a lungo o si hanno emorragie si è senza forze? Perché si perdono così grandi quantità di sodio che vengono sostituite dal potassio uscito dalle cellule, per cui i muscoli, fatti di cellule, non possono contrarsi efficacemente e perdendo tono si indeboliscono.
Le persone Kali carbonicum saranno sempre affaticate con rilasciamento e debolezza muscolare e miocardica (il cuore è un muscolo); si lamentano di fatica dolorosa e gravativa (come prodotta da un peso), specie alla regione lombare. Sono dei falsi grassi, gonfi più che grassi, con pelle edematosa e spessa per disturbo dei metabolismo dell’acqua che viene trattenuta nei tessuti.
Il fisico debole non consente loro di lottare, di affermarsi, per cui il paziente è di cattivo umore, scontento, impaziente, irritato principalmente con se stesso.
La ribellione di fronte alla sensazione di debolezza fisica e intellettuale, ribellione che e il suo modo di reagire, lo rende ipersensibile al rumore improvviso e inaspettato, al toccamento, alle voci. E’ colui che non sopporta gli si tocchino i piedi.
Kali carbonicum vuole stare vicino alle persone cui è legato affettivamente la compagnia è un bisogno, non un piacere. Pretende di essere tenuto per mano.
Ricordo di aver guarito con Kali carbonicum un ragazzetto asmatico che, durante gli attacchi, pretendeva che la madre lo tenesse per mano e non la lasciava nemmeno andare alla toeletta.
Debolezza irritabile, riassume il grande omeopata sudamericano Paschero, ossia paura e permalosità, apprensione e irritabilità, timore e aggressività, dipendenza affettiva e ribellione.
Si noterà all’atto pratico che il paziente Kali carbonicum è un timido, egli sarà immancabilmente scortato da un parente che esercita su di lui/lei una marcata influenza a causa di un carattere forte e dominatore.
Farrington, un importante omeopata inglese, riconosce Kali carbonicum da tre sintomi caratteristici: sudore, debolezza, lombalgia.
Il gonfiore edematoso, come un sacculo, pieno d’acqua, della palpebra superiore sarebbe caratteristico di Kali carbonicum da non confondere con la piega cutanea della palpebra superiore dovuta a perdita di elasticità del sottocute nelle persone anziane.
Cefalea dopo permanenza al vento freddo, con nausea e con dolori pungenti viaggiando in macchina. Capelli secchi che cadono facilmente, specie sulle tempie.
Il paziente e cosi debole che dopo i rapporti sessuali gli si abbassa la vista.
Naso che si otturo in ambienti caldi e si libera all’aperto. Accumulo di muco nella faringe al mattino.
Epistassi al mattino lavandosi il viso.
Lo stomaco si gonfia, tutto ciò che mangia si trasforma in gas, anche se mangia pochissimo; continue flatulenze Sono i vecchi dispeptici. Kali carbonicum è un rimedio principe per la vecchiaia. Anche l’ansietà viene avvertita nello stomaco. Rigurgiti acidi dopo i pasti e costante sensazione che lo stomaco sia pieno d’acqua. Al mattino alitosi che sa di vecchio formaggio.
Ascessi epatici. Disturbi epatici cronici.
Feci abbondanti con dolore qualche ora prima della defecazione.
Dopo rapporti sessuali, oltre all’abbassamento della vista, grande debolezza.
Debolezza delle ginocchia, dolore lombare che si estende alle natiche e alle gambe.
Dolore lombare, prima e durante le mestruazioni, sempre irradiato alle natiche.
Le mestruazioni sono scarse e ritardate, specie nelle fanciulle.
Durante il parto le contrazioni sono deboli, insufficienti.
Fortissima invece la lombalgia sempre irradiata come già detto. La donna desidera comprimersi i lombi.
Kali carbonicum ha pure fama di curare i disturbi dopo il parto, insieme con Cimicifuga.
L’asma è espressione di un grande conflitto psicologico e l’asmatico combatte tra il desiderio di respirare e il bisogno di non accettare il soffio vivificatore dell’ossigeno.
Asma notturna alle due-quattro di notte, alleviata sedendosi sul letto o chinandosi in avanti o dondolandosi, con tosse secca violenta, ed emissione di scarso catarro in piccoli globuli. Il malato vuole qualcuno vicino a lui e non lo molla.
Tosse convulsa con rinvio o vomito di cibo come Ipeca.
Degenerazione grassa del cuore negli anziani.
I dolori tipici di Kali carbonicum sono come colpi di coltello, lancinanti e sono aggravati dal movimento e dalla pressione, proprio al contrario di Bryonia.
Kali carbonicum si aggrava alle tre di notte, dopo i rapporti sessuali, al freddo, dopo i pasti e stando coricato sulla parte dolorosa.
Sta meglio al caldo, anche se umido, e di giorno.

tratti dal libro “Manuale pratico di Omeopatia” di Ruggero Dujany edito da Red/Studio redazionale

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