19 Agosto 2019

Idroterapia fredda – La doccia fredda

doccia fredda e idroterapia fredda
E’ noto, che brevi stimoli di freddo, (freddo in questo senso è una temperatura inferiore di almeno 10 gradi a quella corporea), portano ad una vasocostrizione alla quale segue vasodilatazione reattiva (iperemia reattiva).
Dopo iniziale pallore si osserva arrossamento della zona la cui cute è calda al tatto e dà sensazione soggettiva di caldo-fresco. La reazione si ha in quanto la zona trattata cerca di rimediare all’impatto freddo instaurando aumento di circolazione riparativa.
E’ sempre da tener presente che la vitalità consiste nella termouguaglianza su tutte le zone corporee. E’ evidente che nella fase del pallore si è avuto contrazione dei vasi periferici a cui fa seguito un aumento quantitativo di sangue negli organi interni.
Nel periodo successivo, per una reazione riparatrice, si ha maggiore irrorazione nei vasi e vasodilatazione. Quanto più vasta è la zona trattata, tanto maggiore è il cambiamento circolatorio e l’influsso sullo stato generale (aumento della frequenza del polso e del respiro nonché della pressione sanguigna, ecc.).
Nella Idroterapia fredda è di massima importanza la susseguente iperemia reattiva in quanto essa è indice dell’effetto terapeutico. Ogni applicazione di freddo deve essere intensa e di breve durata. L’iperemia può essere aumentata con strofinamento o movimento attivo.
Ogni stimolazione fredda, troppo prolungata, comporta cianosi ed anestesia locale sulla conduzione nervosa, diminuzione della velocità di trasmissione degli impulsi ed, alla fine, paresi dei vasi.
La doccia fredda
L’applicazione della doccia fredda porta a delle modificazioni causate non solo dalla temperatura dell’acqua in sè, ma anche dallo stimolo dell’impatto acqua-cute.
Gli stimoli creano modificazioni non solo in sede dell’applicazione stessa ma anche nei tessuti ed organi profondi. Si pensi per es. alla riduzione dell’iperemia cerebrale dopo semplice immersione delle mani in acqua fredda.
La modificazione primaria si ha innanzitutto sulla rete circolatoria, sia per primaria vasocostrizione cutanea che profonda, sia per riflesso, cioè modificazioni a distanza.
Uno spruzzo d’acqua scendendo dal corpo, dà una reazione cutanea termomeccanica di cui è in grosso modo dosabile il fattore tempo d’impatto, la temperatura dell’acqua, la vastità della zona trattata.
La reazione può essere rinforzata aumentando la pressione dell’acqua cadente, cioè aumentando l’urto e cambiando la temperatura dell’acqua.
Nei centri fisioterapici attrezzati si trova in genere una doccia fredda fissa, definita doccia a pioggia o docce mobili, cioè manovrabili dal terapista per docciatura completa o parziale.
Il breve stimolo freddo-massaggio aumenta il tono vasale e attiva il ricambio organico.
Nei paesi nordici viene usato tutt’ora (sistema Kneipp) la tecnica dei getti d’acqua eseguibili con docce mobili o meglio con getti (pressione da 0,5 a 1,0 atmosfere a una certa distanza dal corpo).

Tratto da “Terapia Fisica” di Erick Fussanegger – Casa di Cura San Marco

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