08 Dicembre 2022

Le angine

Sono dette angine le infiammazione delle tonsille in relazione a un’infezione virale o batterica, il sinonimo di angina è “tonsillite”. In caso di affezione virale, i sintomi sono più diffusi e interessano pure l’albero respiratorio, il naso e la faringe. In caso di affezione batterica, solo le tonsille sono interessate.
Il pericolo di angine viene dal fatto che un microorganismo particolare, lo streptococco, può attaccare altri organi oltre alla gola. E’ lui il responsabile dei reumatismi articolari acuti, loro stessi responsabili di gravi malattie del cuore e dei reni.
Questo caso è sempre più raro, ma sempre presente. Ecco perché un’angina dovrà sempre essere presa sul serio e si dovrà ricorrere sistematicamente al medico curante di fronte a un quadro che richiama un’angina. Oltre ai segni cImici, si può ottenere la conferma di un’infezione da streptococco, facendo praticare al laboratorio un prelievo alla gola.
Questo esame non è sempre fatto nella pratica, perché complica un pò il trattamento e sarà richiesto solo in caso di dubbio. Aspettando il risultato, ci si potrà curare con efficacia servendosi di alcuni medicinali omeopatici che avranno il ruolo di aiutare l’organismo a combattere l’infezione con i suoi stessi mezzi.
I segni clinici 
Per semplificare le cose, si distinguono due specie di angina: le angine rosse e le angine bianche, ossia a puntini bianchi:
Le angine rosse  
si riconoscono per il fatto che le tonsille, solitamente di colore rosato, sono rosse, così come i pilastri del velo del palato. li malato ha temperatura alta, dolori nel deglutire, linfonodi nel collo. Vi possono pure essere dolori muscolari e indolenzimenti.
Le angine bianche 
presentano gli stessi sintomi, ma si possono osservare dei puntini bianchi sulle tonsille che sono ingrossate e ricoperte di membrane di colore bianco. Sovente la lingua è ispessita, patinosa, con i linfonodi sempre presenti. La temperatura è alta, con abbondante sudorazione, brividi, sensibile pregiudizio dello stato generale. Talvolta, si notano dei sintomi digestivi associati (nausea, vomito, diarrea…).
Angine, le cose da fare 
Occorre consultare sempre il medico
per i motivi spiegati in precedenza. Tuttavia, un’angina non costituisce propriamente un’ urgenza, e si può tranquillamente aspettare 48 ore aiutandosi con i mezzi e i medicinali spiegati qui. Se, dopo la consultazione, il medico vi prescrive degli antibiotici, bisogna prenderli e non rifiutarli con il pretesto che “si è contrari”…. In questo settore gli atteggiamenti troppo pregiudiziali sono pericolosi e ogni caso è particolare. Un medico omeopata evita sempre, per quanto possibile, di ricorrere agli antibiotici. Li prescrive solo a ragion veduta, quando ritiene che i pericoli della malattia sono superiori agli inconvenienti dei medicinali. Abbiate quindi fiducia in lui…
Riposarsi a sufficienza 
ed evitare gli sbalzi di temperatura. Rimanere al caldo è già una forma di cura.
Lottare contro la temperatura 
se è molto alta, con i mezzi indicati al capitolo Febbre,e prendere i medicinali corrispondenti. Non gettarsi sull’aspirina appena il malato ha 38°, perché così potreste allungare l’evoluzione della malattia.
I gargarismi 
possono, in questo caso, essere utili per lottare contro il dolore alla gola e l’infiammazione, nella misura in cui si sa farli (i bambini non sono capaci). Si potrà mettere in un bicchiere d’acqua tiepida I cucchiaino da caffè di CALENDULA TM + 1 cucchiaino di PHYTOLACCA TM. Questa miscela ha proprietà disinfettanti e cicatrizzanti; agisce inoltre sul dolore locale.
Il dosaggio di albumina 
nelle urine alla fine della cura è passato di moda da alcuni anni. Può essere utile se il prelievo dalla gola ha rivelato la presenza di uno streptococco.
Angine, le cose da non fare 
Gli antibiotici locali 
sotto forma di spray hanno una certa azione sui mal di gola, ma spesso sono associati a degli antiinfiammatori. Devono pertanto essere considerati dei medicinali “di sollievo”, ma si deve sapere che sono insufficienti per curare con efficacia l’angina e che rischiano di nascondere al vostro medico dei sintomi importanti. A tale titolo, devono essere evitati.
L’aspirina in dosi massicce 
ha pure un ruolo antiinfiammatorio, ma ha anche l’inconveniente di ritardare l’evoluzione e di mascherare i sintomi della vera malattia.
Misconoscere un’angina 
e confonderla con una banale faringite può avere conseguenze, specie nel bambino. Ecco perché sarà necessario osservare bene la gola, con la tecnica esposta in precedenza (vedere Faringiti).
I rimedi omeopatici per le angine 
 
Il trattamento omeopatico dell’angina è una cura efficace e tutti coloro che hanno avuto occasione di provarla hanno potuto farne l’esperienza. Ma si deve sapere che questa azione si manifesta in profondità e che, in un primo tempo, i sintomi esterni dell’angina non migliorano con rapidità.
Così la febbre, i dolori alla gola, i linfonodi possono persistere per 2 o 3 giorni senza apparente cambiamento, poi, in alcune ore, sopraggiunge una guarigione molto rapida. Ciò significa che l’organismo ha preso il sopravvento sull’aggressore, e che è stato ottenuto il ritorno allo stato di salute iniziale.
Se si mette a confronto l’evoluzione di un malato trattato con l’omeopatia e quella di un altro trattato con gli antibiotici, si constata che il secondo sembra avere una evoluzione più rapida e che il suo sollievo immediato sia migliore (temperatura, mali di gola…). Tuttavia, un trattamento antibiotico deve essere seguito almeno per 6 giorni, a scanso di ricaduta, e provoca talvolta degli effetti secondari (diarrea, affaticamento persistente, fragilità secondaria con ricadute…). Per contro, dopo 3 o 4 giorni, un malato trattato con l’omeopatia ritrova uno stato di salute e un tono generale del tutto simili a quelli di prima della malattia. Ecco perché si avrà sempre interesse a utilizzare l’omeopatia come prima cura, e a riservare gli antibiotici per i casi gravi nei quali le difese naturali dell’organismo sono insufficienti.
Medicinali omeopatici delle angine rosse 
Le angine rosse corrispondono essenzialmente a tre medicinali, facili da differenziare:
è senza dubbio il medicinale più conosciuto e più utilizzato nell’angina rossa, perché i suoi sintomi sono perfettamente omeopatici alla malattia: temperatura alta a cuspidi, sudorazioni abbondanti in prevalenza alla testa, pelle arrossata, mal di gola spastici come una mano che stringe il collo, dolore nel deglutire, ipersensibilità al rumore, alla luce… Le tonsille sono molto arrossate, dolenti e danno fastidio nel deglutire. La sete non è caratteristica. Davanti a questo quadro, sopravvenuto dopo un brusco colpo di freddo, prendere BELLADONNA 9 CH, 5 granuli ogni ora, spaziando a seconda del miglioramento. Esso è in genere rapido, in poche ore. Se dopo diverse assunzioni del medicinale il malato non reagisce favorevolmente, ciò significa che lo stesso non è stato ben scelto e che occorre studiare di nuovo i sintomi.
è pure molto utile nelle angine rosse. I sintomi che l’indicano sono i seguenti: gola rosso scuro, quasi violacea (dalle tonsille alla faringe), sensazione di corpo estraneo in gola che dà fastidio nel deglutire. Il dolore è spesso irradiato verso le orecchie, e si ritrovano dei linfonodi duri sotto la mascella. La febbre è accompagnata da stato di spossatezza, da indolenzimenti che il movimento non migliora. Prendere allora PHYTOLACCA 9 CH, 5 granuli ogni 3 ore. Spaziare a seconda del miglioramento. In un certo numero di angine rosse, è classico alternare ogni ora o ogni 2 ore 5 granuli di BELLADONNA 9 CH e 5 granuli di PHYTOLACCA 9 CH fino a miglioramento. Questa tecnica si propone di coprire l’assieme dei modi di reazione possibili di un’angina rossa.
è il medicinale delle angine a inizio brusco, con gola piuttosto rosea e intensi dolori pungenti e brucianti alleviati dal fresco. L’ugola è spesso gonfia e pende come un sacchetto pieno d’acqua. Questi malati succhieranno dei ghiaccioli, berranno dell’acqua molto fredda per calmare i loro dolori. La febbre è variabile, accompagnata spesso da mal di testa, la sete è assente. Prendere allora APIS 15 CH, 5 granuli ogni mezz’ora. Il miglioramento è spettacolare, in alcune ore. Spaziare a seconda del miglioramento.
Medicinali omeopatici delle angine bianche 
Sono dette anche “angine eritemato-poltacee” sui trattati di malattia dei bambini, cosa che significa per esteso (ed etimologicamente): “angina rossa con false membrane sulle tonsille”. Sono spesso la conseguenza di aggressioni batteriche, ma sono tuttavia perfettamente accessibili alla tecnica omeopatica. Si utilizzerà, in attesa del parere del medico:
questo medicinale molto conosciuto dalle madri di famiglia lungimiranti è indicato nelle affezioni delle tonsille, associate a stomatite. La gola è molto arrossata e ricoperta di false membrane grigiastre, le tonsille sono criptiche (improntate da buchi) e non si deve confondere questi puntini bianchi con i residui dello yogurt dell’ultimo pasto… In effetti, le particelle alimentari tendono a depositarsi nelle cripte e a formare degli amassi biancastri che non hanno nulla a che vedere con una tonsillite. In caso di dubbio (poco probabile), altri segni vi permettono di distinguere:
Lingua spessa, bianco giallastra, patinosa, viscosa, che mantiene l’impronta dei denti.
Ipersalivazione che fa sì che il soggetto sbavi tutta la notte sul cuscino o sputi tutto il giorno, parlando.
Questa salivazione è particolarmente mal tollerata, perché obbliga il malato a inghiottire di frequente, cosa che è molto dolorosa.
Grossi linfonodi del collo e estensione dei dolori verso le orecchie.
Sete intensa malgrado la salivazione, cosa che è sorprendente e quindi da notare prioritariamente. Accanto a questi segni locali, dovreste ricercare i segni generali del rimedio:
Temperatura alta, a freccia (39 — 40°), a comparsa progressiva, accompagnata da sudorazioni abbondanti per tutta la notte, di odore sgradevole. La comparsa delle sudorazioni non dà sollievo al malato.
Brividi, tremori di tutto il corpo, che non ce la fa a scaldarsi.
Indolenzimenti generalizzati.
Tendenza ai disturbi digestivi associati: nausea, vomito, diarrea…
In un quadro simile, si dà MERCURIUS SOLUBILIS 9 CH, 5 granuli tre volte al giorno lontano dai pasti. Questo medicinale molto potente richiede da 2 a 4 giorni per ottenere la guarigione. E’ quindi inutile inquietarsi se, dopo 48 ore, il malato non pare stare meglio, perché si sa che la guarigione sarà molto rapida il 40 o il 50 giorno.
Parimenti, è inutile prendere più spesso il medicinale: ciò non accelera l’evoluzione.
è un derivato del mercurio il cui quadro è assai vicino al precedente. La sua indicazione, alternativa al precedente, si basa su una maggiore compromissione del tessuto tonsillare (che tendono a scavarsi e a sanguinare), e su dei dolori che sono più spastici con sensazione di stretta alla gola. La deglutizione è molto dolorosa. La posologia è la stessa del Mercurius solubilis: MERCURIUS CORROSIVUS 9 CH, 5 granuli tre volte al giorno. Da notare tuttavia che la sua azione è forse leggermente più rapida.
è pure esso un derivato del mercurio di cui condivide i segni e le indicazioni. Sarà comunque diverso in alcuni punti:
False membrane molto meno estese, confluenti, che tappezzano tutta la gola.
Gonfiore molto rilevante dei linfonodi del collo.
Spossatezza generale del soggetto che è prostrato e rifiuta di la _ sciare il letto.
Stessa posologia degli altri Mercuri: MERCURIUS CYANATUS 9 CH, 5 granuli tre volte al giorno. Spaziare a seconda del miglioramento.
In pratica, davanti a un quadro iniziale di angina e per coprire circa i tre quarti delle possibilità di evoluzione, si prende: MERCURIUS SOLUBIUS 9 CH (5 granuli prima dei tre pasti + BELLADONNA 9 CH (5 granuli ogni 2 ore) spaziando a seconda del miglioramento.
Medicinali omeopatici delle angine flemmonose 
Il flemmone delle tonsille è un ascesso che trasforma le ghiandole in una sacca piena di pus. L’infezione è qui al massimo e pregiudica gravemente lo stato generale. Vi sarà quindi indicazione di medicinali da suppurazione quali HEPAR SULFUR, PYROGENIUM, ARSENICUM ALBUM, ecc., ma la cui prescrizione deve essere riservata al solo medico omeopata. Questo non per mantenere dei privilegi, ma solo un medico può giudicare se l’organismo è capace di difendersi da solo o se deve essere utilizzato un trattamento antibiotico.
Un’ultima parola per chiudere questo capitolo sulle angine e che riguarda il problema dell’asportazione delle tonsille. Gli specialisti O.R.L. (oto-rino-laringoiatri) sono in genere d’accordo per conservarle, quanto più possibile. Infatti le tonsille sono organi di difesa il cui ruolo è di servire da barriera contro le infezioni. Sono quindi molto utili per le difese naturali dell’organismo. In un problema di angine recidivanti, un trattamento omeopatico di fondo consente, per lo più, di risolvere il problema, senza che sia necessario toglierle. E’ solo in caso di insuccesso (quando sono al contrario un serbatoio di germi) che è giustificata l’operazione.

tratti dal libro “Guida pratica all’Omeopatia” di B Berthier e J.J. Jouanni edito da Dangles – Musumeci

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